Corea del Sud, al via le elezioni presidenziali

Pubblicato il 4 maggio 2017 alle 13:03 in Asia Corea del Sud

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Al via in Corea del Sud le operazioni di voto preliminare per le elezioni presidenziali previste per martedì 9 maggio. I tre maggiori candidati in lizza per la poltrona presidenziale hanno  idee diverse in merito alla politica estera e alla gestione del vicino del nord, Pyongyang.

Per la prima volta in occasione dell’elezione del nuovo presidente in Corea del Sud sono state avviate delle operazioni di voto preliminare, il 4 maggio, con l’attivazione di 3500 seggi di voto in tutto il paese, compresi gli aeroporti internazionali e le principali stazioni ferroviarie. I seggi rimarranno aperti per due giorni con l’intento di coinvolgere il maggior numero possibile di persone nel voto.

La Commissione Elettorale Nazionale prevede il raggiungimento del 15% per il voto preliminare, visto il grande interesse mostrato dalla popolazione per le elezioni, ma i primi sondaggi hanno permesso una revisione al rialzo, stimando il 20-25%. Dopo le prime otto ore di votazioni, sono quasi 3 milioni i cittadini ad essersi recati alle urne. L’attenzione dei cittadini sudcoreani per la scelta del loro futuro presidente è dovuta allo scandalo che ha determinato l’impeachment e la deposizione del precedente capo di stato, Park Geun-hye, dell’ex Gran Partito Nazionale, ora noto come Liberty Korea Party.

La presidente Park è stata ufficialmente deposta dalla Corte Costituzionale con sentenza del marzo 2017 per corruzione, dopo la richiesta di impeachment del Parlamento del dicembre 2016. Park Geun-hye è la prima presidente democraticamente eletta ad essere forzata a lasciare la sua posizione ed è attualmente sotto processo penale.

Il prossimo presidente della Corea del Sud dovrà essere in grado di far fronte alla delicata e tesa situazione attuale della penisola. Dovrà interfacciarsi con il presidente degli Stati Uniti, alleato storico di Seoul, da un lato e con la Cina, dall’altro. Dovrà essere in grado di difendere il suo paese dalle minacce della Corea del Nord e nel farlo dovrà cercare di evitare lo scontro aperto.

I principali candidati alla poltrona presidenziale attualmente sono Moon Jae-in, Ahn Cheol-soo e Hong Joon-pyo e hanno idee e linee di politica estera diversificate.

Moon Jae-in, il candidato del Partito Democratico,  è un avvocato per i diritti umani 64enne ed è il più quotato secondo i sondaggi. Un ex-studente e attivista ha lavorato nel governo di Roh Moo-hyun, presidente della Corea del Sud dal 2003 al 2008. Moon sostiene l’alleanza di Seoul con Washington, ma è convinto che sia necessario creare un approccio diplomatico più equilibrato con gli Stati Uniti, ma ancor più con la Cina. Moon Jae-in afferma di voler creare un governo che sia “temuto dalla Corea del Nord, degno di fiducia per gli Stati Uniti e affidabile nei confronti della Cina”. Sulla Corea del Nord, Moon ritiene che sia necessario fare di più oltre a rafforzare le sanzioni per fermare il programma nucleare. Alcuni analisti temono che Moon voglia tornare alla “sunshine policy” di Roh Moo-hyun. Tale politica prevedeva di costruire un rapporto di fiducia con Pyongyang attraverso investimenti e dialogo. Secondo i conservatori, questa linea avrebbe aiutato la Corea del Nord a finanziare il suo programma nucleare.

Il candidato del Partito Popolare (People’s Party) è Ahn Cheol-soo, 55enne, fondatore del partito nel 2016. Ahn Cheol-soo si era inizialmente opposto all’installazione del sistema di difesa anti-missile THAAD, ma ha poi ritrattato affermando che sarebbe da “irresponsabili” cambiare gli accordi con l’alleato statunitense. Il cambiamento sembra sia dovuto al tentativo di guadagnare più voti dei conservatori che sono favorevoli allo scudo anti-missile. “Riconosceremo la Corea del Nord come una potenza nucleare, se è in grado di lanciare un attacco nucleare, dobbiamo colpire preventivamente il luogo da cui esso potrebbe partire”, ha dichiarato Ahn Cheol-soo. Ahn aveva inizialmente ottenuto grande popolarità che è andata scemando con l’ingresso nella rosa dei candidati presidenziali di Hong Joon-pyo, del conservatore Liberty Korea Party, lo stesso partito della presidente uscente.

Hong Joon-pyo, 62enne, si ritiene unico e vero rappresentante dei conservatori del suo paese. Hong Joon-pyo sta cercando di risanare il nome del suo partito dopo lo scandalo di Park Geun-hye facendo appello alla sua retorica. “Se verrò eletto, la prima cosa che farò sarà proporre un incontro con il presidente Trump a bordo della Carl Vinson”, ha dichiarato Hong, riferendosi alla portaerei americana stanziata nelle acque a largo delle coste sudcoreane.

 A seconda del risultato delle elezioni presidenziali, la politica estera della Corea del Sud vedrà dei cambiamenti nella gestione della questione nordcoreana e nei rapporti con Stati Uniti e Cina.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Schede elettorali delle elezioni in Corea del Sud, Fonte: Wikipedia Commons

Schede elettorali delle elezioni in Corea del Sud, Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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