L’Etiopia combatterà le attività anticostituzionali svolte sotto la veste della religione

Pubblicato il 3 maggio 2017 alle 6:03 in Africa Etiopia

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Il ministro dell’informazione dell’Etiopia, Negeri Lencho, ha affermato che il governo è impegnato a combattere le attività politiche sovversive che si svolgono sotto il pretesto della religione.

Il ministro ha sollecitato le altre parti interessate del paese ad aderire alla lotta contro gli estremisti religiosi che cercano di distruggere la pace e che minacciano il rispetto dei diritti sanciti nella costituzione. Si è anche rivolto a un gruppo di funzionari governativi alla fine di una formazione di tre giorni sui modi per affrontare l’estremismo religioso, dichiarando: ”Ogni azione contro la costituzione è inaccettabile”. Inoltre ha promesso che il governo sosterrà gli sforzi del Consiglio supremo degli affari islamici etiopi (EIASC) nel combattere l’estremismo.

Il Paese è attualmente in Stato di stato di emergenza, imposto per la prima volta il 9 ottobre 2016Lo scopo era quello di aiutare a contenere le proteste anti-governative scoppiate nelle regioni di Oromo e Amhara. Un rapporto governativo ha detto che 669 persone sono morte nelle proteste. Addis Abeba ha recentemente respinto una delegazione indipendente delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea che si era recata nel paese per indagare sulle morti dei manifestanti.

A gennaio di quest’anno, una Alta Corte federale nella capitale dell’Etiopia ha condannato 20 musulmani, tra cui due giornalisti. Secondo il portale di notizie di Addis Standard, le persone condannate sono state ritenute colpevoli di terrorismo e di incitamento alla violenza. Il loro processo era iniziato a dicembre 2014.

Addis Abeba, capiate le dell'Etiopia. Fonte: Wikipedia

Addis Abeba, capiate le dell’Etiopia. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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