6 Arresti in Malesia per coinvolgimento con l’Isis

Pubblicato il 3 maggio 2017 alle 9:58 in Asia Malesia

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Le forze speciali per l’anti-terrorismo della Malesia hanno arrestato sei sospettati per coinvolgimento con attività riconducibili all’Isis, hanno dichiarato le autorità di Kuala Lumpur.

Gli arresti sarebbero avvenuti tra il 24 e il 25 aprile, ma sono stati resi noti dalle forze dell’ordine soltanto mercoledì 3 maggio. I sei – quattro uomini e due donne – erano tutti cittadini della Malesia. “Uno dei sospettati, un quarantunenne è stato arrestato a Penang. È un disoccupato coinvolto attivamente nella promozione dell’ideologia dello Stato Islamico nei sui 15 account Facebook, sin dal 2014. L’uomo ha anche pianificato un attentato alla moschea sciita di Penang”, ha dichiarato l’ispettore generale della polizia, Khalid Abu Bakar.

Gli altri due uomini sono stati fermati dalle forze dell’ordine a Kelantan ed erano intenti nel traffico di armi dal sud della Thailandia alla Malesia. Le armi che arrivavano illegalmente dal sud della Thailandia erano destinate ai terroristi dell’Isis presenti in Malesia, ha spiegato l’Ispettore Generale. Cinque dei fucili che i due uomini avevano acquistato erano riusciti a giungere a Kuala Lumpur.

Un altro uomo, facente parte della stessa cellula di affiliati dell’Isis, il ventisettenne Muhammad Muzaffa Arieff bin Junaidi, è riuscito a sfuggire all’arresto fuggendo nel sud della Thailandia armato di pistola e di due carabine da assalto M4.

Una delle due donne arrestate stava tentando di andare in Siria, passando per la Turchia, per unirsi all’Isis. Si tratta di una studentessa ventiseienne iscritta a un corso di scienze dei laboratori ad una università privata della Malesia. La ragazza era già stata in Turchia, nell’agosto 2016, per unirsi all’Isis e a febbraio era stata fermata dalle autorità turche mentre aspettava istruzioni per spostarsi in Siria.

Gli ultimi due fermati sono un uomo che era già stato coinvolto con l’Isis in precedenza ed è stato arrestato a Melacca e una donna, assistente meccanica in una fabbrica, che conduceva attività di propaganda dell’Isis attraverso Google+.

La Malesia, per la sua posizione geografica strategica, sta diventando sempre di più un canale di passaggio per i militanti dell’Isis che cercano di raggiungere l’Indonesia o il sud delle Filippine, in particolare la provincia di Mindanao. Gli analisti temono che di fronte a una possibile sconfitta nei territori attualmente a maggior presenza dell’Isis, Siria ed Iraq, i militanti possano tentare di unirsi ai gruppi terroristici che hanno giurato loro alleanza presenti nel Sud-Est Asiatico.

Lo stemma della Polizia della Malesia

Lo stemma della Polizia della Malesia

di Redazione

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