Daniela Greene: l’impiegata dell’FBI che ha sposato un militante dell’ISIS

Pubblicato il 2 maggio 2017 alle 9:51 in USA e Canada

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La CNN ha riportato che una traduttrice dell’FBI, Daniela Greene, nel 2014, si è recata in Siria ed ha sposato un militante dell’ISIS su cui stava compiendo indagini.

Dalle registrazioni della Corte federale, la Greene ha mentito all’FBI riguardo alle proprie attività e ha avvertito il nuovo marito che era sotto sorveglianza. Tale caso, mai pubblicizzato fino ad ora, espone l’FBI ad un’imbarazzante violazione della sicurezza nazionale, dal momento che l’agenzia ha la missione di espellere i simpatizzanti dell’ISIS dai confini degli USA. Inoltre, la questione solleva ulteriori interrogativi; dal momento che la Greene è stata accusata di reati minori, è in dubbio se l’impiegata abbia ricevuto un trattamento di favore da parte del Dipartimento di Giustizia americano o se abbia chiesto al giudice di ridurre la sentenza in cambio di informazioni riservate.

Il militante dell’ISIS che la Greene ha sposato non era un terrorista ordinario. Si tratta di Denis Guspert, un rapper tedesco che è divenuto un esponente di spicco tra le fila dell’organizzazione per essere un reclutatore online di jihadisti violenti. Per questi motivi, Guspert era tenuto d’occhio dalle autorità anti-terroristiche di due continenti. In Germania il rapper era conosciuto con il nome di Deso Dogg, mentre in Siria si faceva chiamare Abu Talha al-Almani. Nelle sue canzoni, Guspert loda il fondatore di al-Qaeda, Osama Bin Laden, e minaccia il precedente presidente americano, Barack Obama, facendo il gesto di tagliare la gola in un video di propaganda.

Dalle indagini è emerso che, nel corso dei mesi, la Greene si è resa conto di aver fatto un grosso errore, così che è tornata negli USA, dove è stata immediatamente arrestata, accettando di collaborare con le autorità. L’FBI ha riferito che “il caso della Greene ha richiesto di diversi steps per individuare e ridurre le vulnerabilità di sicurezza”, e che l’agenzia sta continuamente rafforzando le misure protettive.

John Kirby, un ex ufficiale del Dipartimento di Stato, ha commentato la questione dicendo che “il caso è un grosso imbarazzo per l’FBI”, e che, per entrare nell’ISIS, la Greene deve aver ricevuto l’approvazione di uno dei leaders dell’organizzazione, dal momento che tutti i foreign fighters che arrivano in Siria rischiano di essere respinti o puniti se non vengono autorizzati dai jihadisti. Per questo motivo, ad avviso di Kirby, “essendo una donna americana, impiegata dell’FBI, la Greene deve aver coordinato tutto nei minimi dettagli per essere stata accettata”.

Il procuratore generale, Thomas Gillice, ha spiegato che l’impiegata nonostante abbia effettuato gravi violazioni, ha ricevuto una sentenza leggera di soli due anni per via della cooperazione con le autorità. In casi simili, chiunque cerchi di raggiungere la Siria per unirsi all’ISIS, in America riceve pene più dure.

Ad oggi, dopo aver scontato la pena, la Greene lavora come hostess in un Hotel, ma si rifiuta di dare ulteriori dettagli della sua storia ai media per proteggere la propria famiglia.

Bandiera dell'FBI. Fonte: Wikipedia

Bandiera dell’FBI. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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