Vertice ASEAN a Manila, temi all’ordine del giorno

Pubblicato il 1 maggio 2017 alle 7:03 in Asia Filippine

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L’ASEAN ha una posizione chiara e coesa sulla situazione in Corea del Nord: chiede meno tensione, la denuclearizzazione e il ritorno ai negoziati a sei. Queste le dichiarazioni del segretario generale dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, Le Luong Minh, dal vertice ASEAN in corso a Manila.

Le Nazioni del Sud Est Asiatico sono riunite a Manila per il vertice annuale dell’ASEAN, tra i temi all’ordine del giorno figura la situazione sempre più tesa nella penisola coreana. Il segretario generale dell’ASEAN ha chiesto il ritorno ai negoziati a sei parti. Si tratta del meccanismo di dialogo tra le due Coree, Cina, Stati Uniti, Giappone e Russia che aveva l’obiettivo di denuclearizzare la penisola e garantirne la pace abbandonato nel 2008, in seguito al lancio di un razzo da parte di Pyongyang.

La Corea del Nord ha tentato di ottenere il sostegno dell’ASEAN per la sua lotta contro gli Stati Uniti e alla Corea del Sud e le esercitazioni militari congiunte che stanno portando avanti. In una lettera al Segretario Generale dell’ASEAN, il ministro degli esteri della Corea del Nord, Ri Yong-Ho, ha avvertito l’associazione che la situazione nella penisola coreana è “sull’orlo della guerra” a causa delle azioni di Washington. Il ministro ha anche chiesto al segretario Minh di informare gli stati membri della “gravità della situazione”. Il Segretario Generale ha annunciato che l’ASEAN discuterà della delicata situazione della Corea del Nord durante il summit di sabato 29 aprile.

Nella sua intervista rilasciata ai media, il segretario Minh ha anche parlato del progresso raggiunto per il Codice di Condotta per il Mar Cinese Meridionale. Si tratta di un framework condiviso e vincolante che mira ad alleviare le tensioni nelle acque che vedono passare ogni anno 5 trilioni di merci e sono contese tra quasi tutti i paesi confinanti. Il codice di condotta ha l’obiettivo di assicurare la libertà di navigazione e di sorvolo sull’area la cui sovranità è  rivendicata in modo particolare dalla Cina. Pechino non è membro dell’Associazione, ma collabora con essa come partner. Minh ha dichiarato che Cina e ASEAN hanno raggiunto un accordo e che entro la prima metà del 2017 si giungerà a una bozza preliminare del Codice. I negoziati per finalizzare l’accordo sono in corso e Minh spera che si possa avere una bozza completa per il prossimo incontro previsto per il mese di maggio.

“Gli sviluppi complessi nel Mar Cinese Meridionale mettono in pericolo la pace, la stabilità e la sicurezza della regione. Si tratta di una situazione importante non solo per la Cina e l’ASEAN, ma anche per tutti gli altri paesi della regione”, ha continuato Minh, “tutti quei paesi preoccupati per la pace, la sicurezza e la stabilità della regione. Il codice di condotta sarà uno strumento molto importante che governerà la condotta di tutte le parti nel Mar Cinese Meridionale e assicurerà il mantenimento della pace, della stabilità e della sicurezza regionale”.

In una precedente intervista rilasciata a Channel NewsAsia alla fine del summit annuale del 2016, svoltosi in Laos, Minh aveva anticipato che era in corso una revisione della carta dell’Associazione, si tratta dell’elenco di norme e regole fondanti dell’ASEAN. La Carta regolamenta anche le modalità di presa delle decisioni a maggioranza assoluta dell’associazione, punto oggetto di critiche perché viene visto come un rallentamento dei processi decisionali. A Manila il segretario Minh ha invece chiarito che la Carta verrà aggiornata, ma non revisionata, ovvero le sue disposizioni principali non verranno modificate.

Il segretario generale ha ricordato l’importanza del raggiungimento della Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), l’accordo di partenariato regionale per l’area del Pacifico. Un tale accordo servirebbe a sostenere un sistema di commercio aperto e basato su regole condivise. Sarebbe un risultato importante, ha dichiarato Minh, soprattutto di fronte alle nuove tendenze protezioniste e isolazioniste che emergono “altrove”. L’accordo di partenariato prevede la creazione di un accordo di libero scambio (FTA) tra i paesi ASEAN (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam) e i sei paesi con cui sono già in vigore accordi di libero scambio (Cina, Corea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e India). La prossima tornata negoziale per l’accordo si terrà ad Hanoi nel mese di maggio e Minh auspica la chiusura dell’accordo entro la fine del 2017.

Cartina Geografica dei Paesi Membri dell'ASEAN, fonte: WIkipedia Commons

Cartina Geografica dei Paesi Membri dell’ASEAN, fonte: WIkipedia Commons

 

di Redazione

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