Libano: alcuni rifugiati siriani hanno iniziato a vendere i propri organi ai trafficanti

Pubblicato il 30 aprile 2017 alle 10:18 in Libano Medio Oriente

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The New Arab ha reso noto che i rifugiati siriani in Libano, trovandosi in condizioni disperate, hanno iniziato a vendere i propri organi per mantenere le loro famiglie.

Abu Jafaar, un trafficante di organi che opera a Beirut, ha rivelato alla BBC che cosa sta accadendo nel paese, spiegando che la comunità dei rifugiati siriani è in preda alla disperazione. “Io sfrutto le persone, so che quello che faccio è illegale, ma in questo caso aiuto alcune famiglie, e comunque molti dei miei clienti sarebbero morti in ogni caso”, ha riferito il trafficante, aggiungendo che la maggior parte degli organi che vengono venduti sono reni. “Una volta mi hanno chiesto un occhio e io sono stato in grado di trovare un siriano che fosse disposto a vendermi uno dei suoi”, ha riferito Abu Jafaar, il quale conduce i propri clienti in luoghi segreti dove vengono effettuati gli interventi chirurgici, spesso in cliniche allestite in abitazioni prese in affitto. Generalmente, il trafficante controlla il donatore per circa una settimana dopo l’operazione, fino a che le bende non vengono rimosse. “Da quando vengono tolti i punti, non mi importa più di cosa succede, ormai ho ottenuto ciò che volevo”, ha spiegato Abu Jaafar, rivelando che, negli ultimi 3 anni, almeno 30 rifugiati siriani hanno venduto i propri organi. Attualmente, in Libano ci sono almeno altri 7 trafficanti che trattano con i profughi siriani.

Abu Jaafar, inoltre, ha raccontato che il suo ultimo cliente è stato un ragazzo di 17 anni che ha venduto uno dei propri reni per 6,500 sterline, per pagare i debiti e l’affitto della sua famiglia. “Sono disperato ma non so cosa altro fare, non ho avuto altra scelta”, sembra aver detto il ragazzo dopo aver preso accordi con il trafficante.

Dall’inizio del conflitto siriano, nel 2011, circa 600,000 persone sono morte, mentre in 12 milioni sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Ad oggi, il Libano, con una popolazione locale di 5,8 milioni, ospita 1,5 milioni di rifugiati siriani. Avendo sempre attuato una politica “open-door”, il governo libanese ha accolto a braccia aperte i cittadini siriani in fuga dalla guerra, anche sprovvisti di visa e di permessi di soggiorno. Dal momento che la crisi siriana si è protratta negli anni, ormai i rifugiati costituiscono 1/5 della popolazione libanese.

Il 2 aprile, il primo ministro libanese, Saad al-Hariri, aveva affermato di temere che il suo paese fosse vicino ad un “punto di rottura”, per via delle tensioni tra le comunità locali ed i rifugiati siriani presenti all’interno dei suoi confini. In occasione di una conferenza dell’Onu, il 22 aprile, Hariri ha chiesto alle Nazioni Unite di intervenire in aiuto al proprio Stato per porre fine alle violazioni del territorio nazionale da parte di Israele e per migliorare la situazione in corso con i rofugiati.

Rifugiati siriani in Libano. Fonte: Wikimedia Commons

Rifugiati siriani in Libano. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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