Hong Kong, continuano gli arresti dei democratici

Pubblicato il 30 aprile 2017 alle 11:40 in Asia Hong Kong

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Nove attivisti per la democrazia sono stati arrestati ad Hong Kong a seguito di una protesta contro Pechino, secondo quanto riportato dai gruppi di attivisti.

Le libertà democratiche nella provincia semi-autonoma di Hong Kong sarebbero messe in pericolo dal governo centrale della Cina, per questo gli attivisti che auspicano la democrazia, una maggiore autonomia o persino l’indipendenza dalla Cina stanno portando avanti proteste sempre più forti.

Yao Wai-ching e Baggio Leung, due attivisti indipendentisti sono stati arrestati mercoledì 26 aprile con l’accusa di aver creato caos nella legislatura dopo essere stati esclusi dal consiglio dei legislatori. Nove attivisti sono stati arrestati giovedì 27 aprile per aver partecipato a una manifestazione nel mese di novembre in merito all’espulsione di Yao Wai-ching e Baggio Leung. In quell’occasione, la protesta davanti al liason office della Cina era sfociata in uno scontro con le barricate della polizia e con l’uso di spray al peperoncino da parte delle forze dell’ordine sui manifestanti. La ragione apportata da Pechino per escludere i due attivisti pro-indipendenza dal consiglio dei legislatori era stata che durante il giuramento i due avevano condotto una protesta contro la Cina.

Tra i nove attivisti arrestati, due sono membri del nuovo partito per la democrazia Demosisto fondato dai leader delle rivolte studentesche del 2014 Joshua Wong e Nathan Law, quest’ultimo ora divenuto legislatore. Le persone arrestate sono accusate di assemblea illegale e di aver resistito a un pubblico ufficiale. “Sembra ironico che con l’avvicinarsi del 20esimo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina l’autonomia dell’isola appaia sempre più fragile”, ha dichiarato Maya Wang dell’Osservatorio sui Diritti Umani (Human Rights Watch). Il timore è che un atteggiamento repressivo da parte del governo provinciale possa innescare nuove proteste di massa, come quelle del 2014, note come “rivoluzione degli ombrelli” innescate a seguito delle restrizioni imposte da Pechino sulle modalità di elezione del governatore dell’isola. 9 attivisti erano già stati arrestati nel mese di marzo con l’accusa di aver avuto un ruolo importante nelle rivolte del 2014. Le manifestazioni di dissenso sfociate nella “rivoluzione degli ombrelli” del 2014 sono state dovute alla modifica della legge elettorale voluta da Pechino e alla mancata concessione del suffragio universale per l’elezione del governatore.

La serie di arresti degli attivisti arriva prima della visita ad Hong Kong del presidente Xi Jinping il prossimo 1 luglio in occasione del 20esimo anniversario dal “ritorno” dell’isola sotto la giurisdizione cinese e dopo l’elezione di Carrie Lam, candidata favorita da Pechino, come nuova governatrice della provincia. “Credo che la polizia abbia deciso di arrestare tutti gli attivisti per evitare proteste durante la visita di Xi Jinping”, ha dichiarato il leader pro-democratico Joshua Wong.

Rivoluzione degli Ombrelli, Hong Kong, 2014. Fonte: Wikipedia Commons

Rivoluzione degli Ombrelli, Hong Kong, 2014. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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