Continuano gli scontri tra l’esercito turco e le milizie curde in Siria

Pubblicato il 29 aprile 2017 alle 6:38 in Medio Oriente Turchia

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Continuano gli scontri tra l’esercito turco e le milizie curdo-siriane.

In seguito ai bombardamenti effettuati da Ankara, il 25 aprile, contro diverse postazione del People Workers’ Party (PKK) e dei suoi affiliati, nella provincia irachena di Sinjar e nel nord-est della Siria, ieri, le Kurdish People’s Protection Units (YPG) hanno lanciato alcuni razzi contro un commando turco nel distretto di Ceylanpinar, a sud della provincia di Sanliurfa, senza causare alcuna vittima. In risposta, l’esercito turco ha aperto il fuoco, uccidendo 11 individui, definiti da Ankara “terroristi”. Hurriyet Daily ha riportato che le forze turche, in un comunicato, hanno riferito di essere state attaccate sei volte, lungo il confine siriano e che i razzi sono stati lanciati da aree sotto il controllo del PKK in Siria. Nel documento si legge, inoltre, che Ankara ha colpito a sua volta le forze curdo-siriane, uccidendo 3 combattenti delle YPG. Nell’attacco del 25 aprile, invece, sono morti 40 militanti curdo-siriani nella zona di Sinjar, e altri 30 in Siria.

Il PKK è stato definito da Ankara un’organizzazione terroristica. Le YPG sono il braccio armato del Syrian Democratic Union Party (PYD) e una componente importante delle Syrian Democratic Forces (SFD), e sono appoggiate dagli USA nella lotta contro l’ISIS. La Turchia considera il PYD e le YPG organizzazioni terroristiche al pari del PKK, e ha chiesto ripetutamente alla comunità internazionale di interrompere ogni legame con loro.

Il Dipartimento di Stato americano ha espresso la propria preoccupazione, affermando che gli attacchi da parte della Turchia stanno mettendo a rischio anche i soldati americani che combattono in Siria affianco delle YPG contro l’ISIS. In una conferenza stampa, il vice portavoce del Dipartimento di Stato USA, Mark Toner, ha riferito: “Abbiamo chiaramente detto al governo turco che siamo preoccupati per le sue azioni; non solo non siamo coordinati all’interno della coalizione che combatte lo Stato Islamico, ma Ankara, così facendo, mette a rischio i soldati americani e ha causato la morte di peshmerga iracheni che ci stavano aiutando”. Toner ha aggiunto che gli USA continueranno a esercitare pressione affinché la Turchia capisca che tutte le forze che combattono nella regione devono focalizzarsi sull’eliminazione dell’ISIS. “Comprendiamo la preoccupazione di Ankara riguardo alle YPG, ma rimaniamo convinti che sia necessario che la Turchia si coordini completamente con noi e gli altri membri della coalizione”, ha concluso il vice portavoce.

Il 26 aprile, il ministro degli esteri russo ha affermato che gli attacchi di Ankara contro le milizie curdo-siriane sono inaccettabili e ha chiesto ad entrambe le parti di sospendere gli scontri. Tuttavia, la Turchia continua a mantenere le proprie posizioni. Il presidente turco, Recep Tayyipt Erdogan, ha riferito che “continuerà a rispondere a qualsiasi attacco da parte del PKK e impedirà la creazione di uno Stato curdo nel nord della Siria”.

Ieri, durante un seminario ad Insanbul, Erdogan ha annunciato che lui e il presidente americano, Donald Trump, apriranno un nuovo capitolo delle relazioni turco-americane entro la metà di maggio. I due leaders si incontreranno a Washington il 16 e il 17 maggio, vedendosi per la prima volta da quando Trump è stato eletto presidente.

Il conflitto tra la Turchia e i curdi risale al 1978. Da allora, i curdi chiedono la creazione dello Stato de Kurdistan indipendente e la possibilità di avere maggiori diritti politici e culturali all’interno della Turchia. Il principale gruppo dei ribelli curdi è rappresentato dal PKK, fondato nel 1978, il quale ha compiuto numerosi attacchi, nel corso degli anni, soprattutto nel sud-est della Turchia. La presenza dei suoi combattenti in Siria e nel Kurdistan iracheno ha portato Ankara a compiere diverse incursioni e attacchi contro i territori siriani e dell’Iraq.

Combattenti del PKK. Fonte: Flickr

Combattenti del PKK. Fonte: Flickr

di Redazione

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