Venezuela: 26 morti in un mese il bilancio delle proteste contro Maduro

Pubblicato il 27 aprile 2017 alle 6:22 in America Latina Messico

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Molti crimini commessi nel quadro delle proteste dell’opposizione sono attribuibili ai gruppi paramilitari filogovernativi che imperversano a Caracas e in altre città del Venezuela. Sono 26 le persone uccise dall’inizio dell’ondata di proteste, secondo la relazione del procuratore generale Luisa Ortega Díaz.

26 morti, di cui 22 adulti e 4 adolescenti, 437 feriti, 1.289 persone arrestate di cui 65 ancora in carcere, 217 persone fermate in attesa di verifiche. Questo il bilancio presentato martedì 25 aprile da Luisa Ortega Díaz, procuratore generale del Venezuela, che manifesta una sempre maggiore indipendenza rispetto al governo che la ha nominata ormai dieci anni fa. Ortega Díaz ha aggiunto che le proteste riguardano tutti gli stati venezuelani tranne sei e che sono in corso indagini per individuare i responsabili di ognuna delle morti. In precedenza il procuratore aveva definito illegali la maggior parte degli arresti avvenuti in concomitanza delle manifestazioni.

Proteste antigovernative in Venezuela. Fonte: 24horas

Proteste antigovernative in Venezuela. Fonte: 24horas

Il bilancio presentato dalla procura è destinato ad aumentare. Ancora non si hanno dati precisi riguardo alla manifestazione di ieri, che per la prima volta dall’inizio delle proteste ha causato la chiusura della metropolitana di Caracas e il blocco totale dei trasporti pubblici della capitale. Il vicepresidente del parlamento, Freddy Guevara, ha lanciato un appello ai manifestanti, invitandoli a non fermarsi: “stiamo avanzando, non arrendiamoci, se manteniamo la pressione otterremo il cambiamento. I morti, i feriti e gli arresti mettono il dittatore con le spalle al muro”.

Molti dei crimini commessi nel corso delle manifestazioni sono attribuiti ai gruppi paramilitari del chavismo. Molti testimoni accusano le bande filogovernative dell’omicidio del diciassettenne Carlos Moreno Barón, ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla testa. Dell’omicidio di Paula Ramírez, 23 anni, nello stato andino di Táchira, uccisa da motociclisti armati, esistono persino le riprese video. Varie testimonianze raccolte da diverse ONG raccontano come bande di motociclisti armati compiano veri e propri raid punitivi contro gli oppositori, urlando slogan a favore di Chávez e Maduro mentre sparano contro i manifestanti.

Il governo, che intende convocare elezioni locali, respinge le richieste dell’opposizione di elezioni politiche. “Non ci saranno elezioni politiche in nessun caso” ha affermato Diosdado Cabello, primo vicepresidente del governativo Partido Socialista Unido de Venezuela. Il ministro dell’istruzione Elías Jaua ha minacciato sanzioni contro le scuole e le università che sospendano i corsi a causa delle manifestazioni, come hanno fatto molti istituti privati della capitale.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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