L’esercito turco ha colpito alcune postazioni curde in Siria e in Iraq

Pubblicato il 26 aprile 2017 alle 8:16 in Medio Oriente Turchia

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L’esercito turco ha effettuato numerosi bombardamenti contro alcune postazioni del Kurdish Workers’ Party (PKK), considerato un’organizzazione terroristica da Ankara, vicino alle montagne irachene Sinjar e a nord-est della Siria, per impedire l’invio di armi ed esplosivi da parte dei militanti per compiere attacchi in Turchia.

Un portavoce dell’esercito turco ha spiegato che tali territori sono divenuti “covi dei terroristi”, dal momento che il PKK utilizza spesso quelle aree per lo spostamento di militanti, armi, bombe e munizioni da mandare in Turchia. In un comunicato dell’esercito di Ankara si legge che “per distruggere queste basi terroristiche che minacciano la sicurezza, l’unità e l’integrità del paese, sono stati effettuati raids aerei che hanno colpito gli obiettivi con successo, uccidendo 70 persone”.

I bombardamenti si sono verificati il 25 aprile, verso le 2 del mattino locali, sotto la stretta sorveglianza del Generale Hulusi Akar, e del Comandante delle forze armate turche, Abidil Unal. Da mesi, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva reso noto che il PKK si era impadronito della regione di Sinjar, in Iraq, a soli 115 chilometri dal confine con la Turchia, ed aveva affermato che “Ankara non avrebbe permesso al gruppo di estendere ulteriormente le proprie attività”.

I bombardamenti di ieri hanno colpito anche le People’s Protection Units (YPG), il braccio armato del Syrian Democratic Union Party (PYD) e una componente importante delle Syrian Democratic Forces (SFD), appoggiate dagli USA nella lotta contro l’ISIS. La Turchia ritiene che il PYD e le YPG siano organizzazioni terroristiche al pari del PKK, e ha chiesto ripetutamente alla comunità internazionale di interrompere ogni legame con loro.

Mentre Erdogan ha riferito che gli USA sono stati informati riguardo agli attacchi, il Dipartimenti di Stato americano ha manifestato la propria preoccupazione, riferendo che i bombardamenti turchi non erano stati autorizzati dalla coalizione internazionale a guida americana che combatte l’ISIS in Siria e in Iraq.

Tali mosse della Turchia avvengono in un momento critico, in cui la coalizione a guida USA sta portando avanti un’offensiva in Siria per liberare Raqqa dai terroristi dello Stato Islamico. Amberin Zaman, autrice di un articolo pubblicato su al-Monitor, ritiene che le tensioni tra Ankara e Washington aumenteranno per via dell’accaduto. Sembra che la Casa Bianca e gli ufficiali curdo-siriani abbiano intenzione di denunciare gli atti della Turchia. “Gli USA devono condannare le aggressioni di Ankara”, ha affermato Ilham Ahmed, capo del Democratic Syrian Council, aggiungendo che: “Stiamo combattendo contro l’ISIS con gli Stati Uniti e la Turchia ci ha colpiti alle spalle, dando vantaggio ai terroristi dello Stato Islamico”. Per questo motivo, le forze curdo-siriane hanno chiesto agli USA di istituire una no-fly zone per proteggere i territori curdi da altre eventuali aggressioni turche.

Regione di Sinjar, Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

Regione di Sinjar, Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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