Re Salman riceve al-Sisi a Riyad

Pubblicato il 24 aprile 2017 alle 8:13 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il sovrano saudita Salman bin Abdulaziz, ieri, ha ricevuto il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, a Riyad, presso la base aerea King Salman.

I due leaders, una volta giunti alla Corte reale, hanno colloquiato di diverse questioni, tra cui il rafforzamento dei legami bilaterali e gli ultimi sviluppi regionali. Oltre a Salman, al-Sisi ha incontrato il vice principe Mohammed bin Salman, altri membri della famiglia reale e alcuni ministri. L’ambasciatore egiziano in Arabia Saudita, Nasser Hamdy, aveva precedentemente reso noto che Salman e al-Sisi avrebbero affrontato questioni di cooperazione strategica, relative alla lotta globale contro il terrorismo e alla firma di accordi bilaterali per rilanciare i propri legami economici.

Nell’aprile 2016, durante la visita del re Salman al Cairo, l’Arabia Saudita e l’Egitto avevano firmato alcuni patti nel campo del commercio, dell’industria e sull’anti-corruzione. Hamdi ha spiegato che Riyad è considerata il principale investitore in Egitto, con un valore di investimenti di 6,1 miliardi di dollari, i quali costituiscono l’11% degli investimenti stranieri complessivi e il 27% degli investimenti arabi in Egitto. Dall’altra parte, gli investimenti egiziani nel regno saudita hanno raggiunto il valore di 1,1 milioni di dollari. Ad avviso del ministro degli esteri egiziano, Sameh Shoukry, la visita di al-Sisi contribuirà a stabilire un effettivo meccanismo di consultazione tra i due paesi.

Negli ultimi mesi, le relazioni tra l’Arabia Saudita e l’Egitto erano state caratterizzate da tensioni per via di visioni diverse su alcune questioni.

In primo luogo, in relazione al conflitto siriano, l’8 ottobre 2016, l’Egitto aveva votato a favore di una risoluzione russa che chiedeva l’istituzione di un cessate il fuoco in Siria, contraria però ad una proposta avanzata dalla Francia sostenuta, invece, da Riyad, che chiedeva l’istituzione di una no-fly zone sopra la città siriana di Aleppo. Di conseguenza, l’Arabia Saudita aveva immediatamente sospeso ogni fornitura di greggio all’Egitto, nonostante tra i due esistesse un accordo, firmato nei mesi precedenti, che impegnava Riyad a fornire al Cairo 700.000 tonnellate di petrolio raffinato al mese, per un periodo di cinque anni.

In secondo luogo, la disputa riguardo alle isole del Mar Rosso, Tiran e Sanafir, ha contribuito ad aumentare i divari tra i due paesi. Le due isole sono situate nel Golfo di Aqaba, in una posizione strategica perché permettono l’accesso diretto alla Giordania e a Israele. Nell’aprile 2016, l’Egitto e l’Arabia Saudita avevano firmato un accordo secondo cui le due isole sarebbero passate sotto la sovranità di Riyad. Tale decisione ha scatenato diverse critiche e rivolte da parte degli egiziani, i quali si sono schierati contro il disgregamento del proprio territorio nazionale. Il 3 aprile, la Corte del Cairo per affari urgenti ha stabilito che la decisione presa da una Corte amministrativa egiziana, lo scorso gennaio, la quale aveva bloccato il trasferimento delle due isole all’Arabia Saudita, fosse nulla. Tuttavia, il verdetto finale spetta al Parlamento egiziano.

Le tensioni si sono allentate a partire dal 17 marzo, quando la Saudi Aramco, la compagnia petrolifera nazionale saudita, ha reso noto che avrebbe ripreso la fornitura di greggio all’Egitto. Successivamente, re Salman e al-Sisi si sono incontrati nel contesto dell’Arab League Summit in Giordania, dove il sovrano saudita ha invitato il leader egiziano a visitare Riyad. Il 10 aprile, in seguito agli attentati in Egitto presso Alessandria e Tanta, in cui sono morte 27 persone, il sovrano saudita ha telefonato al presidente egiziano per porgere le proprie condoglianze.

La visita di al-Sisi a Riyad sembra confermare la normalizzazione delle relazioni tra i due paesi.

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. Fonte: en.kremlin.ru

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. Fonte: en.kremlin.ru

di Redazione

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