L’attentato di San Pietroburgo finanziato da terroristi turchi

Pubblicato il 22 aprile 2017 alle 6:11 in Russia

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Sarebbero stati gli esponenti turchi di un gruppo terrorista internazionale a finanziare l’attentato nella metropolitana di San Pietroburgo dello scorso 3 aprile, in cui persero la vita 14 persone.

Akram Azimov, arrestato lo scorso 19 aprile, avrebbe ricevuto finanziamenti da terroristi turchi. È quanto afferma Elena Lenskaja, giudice del tribunale distrettuale di Basmannyj (Mosca), incaricata delle indagini preliminari sul presunto terrorista. La corte ha accolto la richiesta di carcerazione preventiva di Azimov fino al prossimo 3 giugno.

Akram Azimov. Fonte: izvestia

Akram Azimov. Fonte: izvestia

Akram Azimov è stato arrestato ad Osh, in Kirghizistan, grazie alla cooperazione delle forze di sicurezza russe e kirghise ed immediatamente estradato in Russia, in quanto cittadino russo. Akram è il fratello maggiore di Abror, arrestato nei pressi di Mosca il 18 aprile. Entrambi si sono dichiarati innocenti. Assieme ai fratelli Azimov altre sette persone sono state arrestate con l’accusa di aver partecipato all’organizzazione dell’attentato, in cui persero la vita 14 persone.

Il padre dei due giovani, Bilal, avrebbe interpellato alcune organizzazioni attive nella difesa dei diritti umani. I figli sono “innocenti, vittime dalle circostanze” – ha affermato Bilal Azimov, che accusa i servizi di sicurezza russi di avere bisogno di un capro espiatorio.

Stando al fascicolo giudiziario, Akram Azimov si sarebbe recato personalmente in Turchia, dove avrebbe ricevuto i fondi per commettere attacchi terroristici, curando anche la progettazione di documenti falsi per i membri del gruppo criminale e facilitando loro il passaggio della frontiera. – ha dichiarato il giudice Lenskaja. Secondo il magistrato, Abror Azimov, già arrestato con l’accusa di organizzare un’attacco con esplosivo a San Pietroburgo, avrebbe ricevuto denaro per la preparazione dell’atto terroristico dal fratello maggiore e lo avrebbe consegnato all’esecutore materiale dell’attentato, il kirghiso Akbarzhonu Jalilov.

Le indagini, dirette dal Servizio segreto della Federazione (FSB), proseguono in varie regioni del paese e in collaborazione con i servizi di sicurezza delle cinque repubbliche dell’Asia Centrale. Mosca ha chiesto ad Ankara collaborazione nelle indagini.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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