Nuovi tumulti nel sud della Thailandia

Pubblicato il 21 aprile 2017 alle 7:06 in Asia Thailandia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Due persone hanno perso la vita a causa di una serie di attacchi con armi da fuoco e granate nel sud della Thailandia. Si tratta dell’ultimo episodio di violenza avvenuto proprio mentre il governo cerca il dialogo con i ribelli, secondo quanto riportato da un gruppo di monitoraggio, preoccupato che simili attacchi si ripetano nel futuro prossimo.

L’estremo sud della Thailandia è teatro di insurrezioni separatiste dal 2004. Si tratta di una zona a maggioranza islamica che si oppone al governo di fede buddista. Più di 6500 persone, per la gran parte civili, hanno perso la vita a causa delle azioni violente dei separatisti finora.

Sono stati 8 i feriti e 2 i morti durante i 13 attacchi realizzati nelle province di Narathiwat, Pattani e Songkhla mercoledì 19 aprile, al momento nessun gruppo estremista li ha rivendicati.

Gli attacchi sono avvenuti a seguito del rifiuto, da parte del governo thailandese, di un’offerta di negoziati di pace su condizione proveniente da uno dei principali gruppi di insurrezionisti, il Barisan Revolusi Nasional (BRN). I 13 attacchi coordinati sono stati il messaggio del BRN per mostrare al governo la sua capacità di condurre colpi simultanei in diverse zone, probabilmente come strumento per promuovere i negoziati di pace, secondo Srisompob Jitpiromsri, capo del gruppo di monitoraggio indipendente Deep South Watch. Un ufficiale delle forze dell’ordine thailandesi ha condannato gli attacchi e affermato che sono stati organizzati da “persone che vogliono diffondere il caos”, ma non ha nominato apertamente il BRN.

“Sembra che il loro obiettivo non fosse quello di uccidere, ma di creare disordine”, ha dichiarato il colonnello Yutthanam Petchmuang, portavoce del Comando per le Operazioni di Sicurezza Nazionali della Thailandia a Reuters.

Le insurrezioni violente del 19 aprile sono giunte a seguito di altri attacchi simili, il 7 aprile, a poche ore di distanza dalla firma della nuova costituzione da parte di Re Maha Vajiralongkorn. Si è trattato di un passo importante per andare verso la fine del governo militare attuale.

“Il BRN vuole mostrare di essere il partner giusto per i negoziati, poiché ha il controllo e il comando dei guerriglieri”, ha dichiarato Rungrawee Chalermsripinyorat, un ricercatore thailandese indipendente.

Il dialogo negoziale tra il governo e alcuni gruppi insurrezionisti del sud del paese è iniziato nel 2013, quando al potere vi era l’amministrazione democraticamente eletta guidata dal primo ministro Yingluck Shinawatra. Da allora, nel 2014, l’esercito ha preso il potere con un colpo di stato giustificato dal voler mettere fine ai tumulti politici. Lo scorso febbraio, il governo ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con MARA Patani, un gruppo-ombrello che riunisce molti gruppi di insurezzionisti del sud. Secondo gli analisti, però, sono molto pochi i membri del BRN che appartegono al MARA.

Le insurrezioni nelle tre province meridionali della Thailandia hanno visto gli albori nel 1948 sotto forma di rivendicazione di autonomia dell’area che storicamente costituiva la regione Malay Patani e sono andate peggiorando raggiungendo il culmine a partire dal 2001. Le province del sud sono a maggioranza islamica, mentre il resto della Tailandia, seppure priva di una religione di stato, è di fede buddista. I gruppi insurrezionisti sono di varia natura, alcuni di essi sono jihadisti. Il gruppo più noto e presente negli atti di violenza è il BRN i cui leader sono per la maggior parte insegnanti salafiti impegnati nell’attivismo politico e nel reclutamento di seguaci nelle moschee e nelle scuole islamiche. Il BRN mira a divenire un movimento di massa ed è privo di qualsiasi progetto costruttivo nazionalista o culturale, punta solo a rendere il sud della Thailandia difficile da governare.

Bandiera della Thailandia. Fonte: Wikipedia Commons

Bandiera della Thailandia. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.