La Russia considera una provocazione la riunione NATO alle Svalbard

Pubblicato il 20 aprile 2017 alle 10:55 in Russia

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Mosca considera una provocazione la decisione della NATO di tenere una riunione nell’arcipelago delle Svalbard, sostenendo che l’Artico non presenti problemi tali da richiedere la presenza dell’Alleanza Atlantica.

Le isole Svalbard in relazione all'Europa. Fonte: Wikipedia

Le isole Svalbard in relazione all’Europa. Fonte: Wikipedia

La Russia considera che tutti i firmatari del Trattato delle Svalbard (1920) debbano essere interessati a far sì che Svalbard rimanga l’arcipelago della pace e del buon vicinato – rende noto il Ministero degli esteri della Federazione russa tramite un comunicato.

Nel contesto dell’attuale politica della NATO di “contenimento della Russia”, accompagnato da un rafforzamento militare senza precedenti nei pressi dei confini del nostro paese, il tentativo di porre le Svalbard “sotto l’ala” del blocco politico-militare e di tenervi eventi legati allo sviluppo dell’artico non rientra nello spirito del trattato del 1920 – prosegue la nota di protesta russa. Non possiamo far altro che considerare tale linea come una provocazione.

Mosca si dice preoccupata dell’agenda del seminario, voluto dall’Assemblea Parlamentare della NATO, perché – prosegue la nota – tra le altre cose, è in agenda una discussione sul rapporto tra geopolitica e futuro dell’Artico. Siamo convinti che la regione artica non presenti problemi tali da richiedere il coinvolgimento della NATO, soprattutto in materia militare. L’aumento della tensione – conclude il Ministero degli Esteri russo – non soddisfa gli interessi a lungo termine dei paesi del Nord Europa, e ne indebolisce la sicurezza piuttosto che rafforzarla.

Il Trattato delle Svalbard riconosce la sovranità norvegese sulle isole, ma ne impone la demilitarizzazione. Tutti i paesi firmatari, inoltre, mantengono eguali diritti commerciali sull’arcipelago. Il trattato è stato firmato da 39 paesi, ma ad oggi solo la Norvegia e la Russia hanno fatto ricorso ai diritti commerciali che vi sono riconosciuti. Fino al 1991 i cittadini sovietici residenti alle Svalbard erano il doppio di quelli norvegesi. A seguito dello scioglimento dell’URSS, tuttavia, il rapporto è cambiato e oggi sull’arcipelago vivono circa 2000 norvegesi e 400 russi. La Russia è l’unico paese ad avere un consolato alle Svalbard.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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