Accordo Cina-Iran per riqualificazione reattore nucleare

Pubblicato il 20 aprile 2017 alle 12:19 in Asia Cina

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Cina e Iran sono pronti alla sigla del primo accordo commerciale tra le aziende dei due paesi per la riqualificazione di una centrale nucleare iraniana. Si tratta di una parte del più ampio accordo internazionale per il programma nucleare dell’Iran, siglato nel 2015, secondo quanto riportato dal portavoce del Ministero degli Affari Eserti di Pechino, Lu Kang.

Il futuro del reattore nucleare di Arak, nell’Iran centrale, è stato uno dei nodi cruciali dei lunghi negoziati sul programma nucleare dell’Iran che hanno portato all’accordo siglato nel 2015 dallo stesso Iran con Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina, Russia e Germania. La riqualificazione del reattore ha come obiettivo quello di evitare che esso possa produrre plutonio fissile utilizzabile per costruire ordigni nucleari.

I rappresentanti delle aziende coinvolte nei contratti hanno già raggiunto l’accordo a Pechino, ma la sigla ufficiale dei documenti avverrà il 23 aprile a Vienna, secondo quanto dichiarato dal portavoce della diplomazia di Pechino, Lu Kang, durante la conferenza stampa di routine del 20 aprile.

Il reattore Arak è parte integrante dell’accordo sul nucleare in Iran, un accordo che prevede un gruppo di lavoro di esperti provenienti dai sei paesi firmatari a guida congiunta sino-statunitense. Il gruppo ha l’obiettivo di promuovere dei progetti di riqualificazione delle centrali nucleari in Iran. Dall’inizio dell’implementazione dell’accordo, grazie all’impegno di tutte le parti coinvolte, i progetti sono stati avviati e hanno visto uno sviluppo molto positivo, ha dichiarato Lu Kang. Il portavoce di Pechino è convinto che la sigla dell’accordo sino-iraniano sarà un ulteriore stimolo per i progetti di riqualificazione e ha ribadito la volontà e la disponibilità della Cina a lavorare insieme agli altri attori coinvolti per ottenere i migliori risultati possibili.

L’Iran ha dichiarato che la centrale di Arak – una centrale idrica da 40-megawatt – avrà lo scopo di produrre isotopi per la cura del cancro e altre patologie e ha sottolineato che in nessuna misura la sua attività nucleare sarà finalizzata alla produzione di armi.

Le dichiarazioni di Lu Kang e la sigla dell’accordo sino-iraniano giungono insieme alle parole del segretario di stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, che ha accusato l’Iran di condurre “delle provocazioni allarmanti” per destabilizzare i paesi del Medio Oriente. Le parole di Tillerson sono legate alla revisione dell’amministrazione Trump della politica nei confronti di Tehran. Il Segretario di Stato ha dichiarato che la revisione non guaderà solo al rispetto, da parte dell’Iran, delle condizioni previste dall’accordo sul nucleare del 2015, ma anche al suo comportamento nella regione. Secondo Tillerson, l’atteggiamento dell’Iran nella regione mediorientale metterebbe a rischio gli interessi statunitensi in Siria, Iraq, Yemen e Libano.

Il portavoce del ministero degli esteri di Pechino non ha fatto alcun riferimento diretto alle parole di Tillerson, ma si è limitato a ribadire che la Cina sostiene pienamente l’accordo del 2015 e che spera tutte le parti si impegneranno per l’attuazione dell’accordo. Lu Kang ha affermato che Pechino auspica una risoluzione appropriata di eventuali divergenze tra i paesi e un contributo positivo da parte di tutti. Questa è la via migliore per assicurare la non-proliferazione nucleare, la pace e la stabilità del Medio Oriente.

Il 25 aprile a Vienna si terrà la settima riunione della commissione congiunta dei paesi firmatari. Lu Kang è convinto che la sigla degli accordi sino-iraniani a pochi giorni dalla riunione possano apportare nuova linfa vitale alla cooperazione.

L’accordo sul nucleare tra l’Iran e le maggiori potenze mondiali – meglio noto come Piano d’azione congiunto globale (Joint Comprehensive Plan of Action – JCPOA) –  è stato siglato a Vienna il 14 luglio 2015 ed ha messo fine al regime di sanzioni sul nucleare imposto all’Iran. In cambio, gli iraniani hanno deciso di limitare la portata del proprio programma nucleare e di consentire ad osservatori internazionali di monitorare ovvero di effettuare rigorosi controlli all’interno dei propri siti nucleari.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Bandiera dell'Iran e della Cina. Fonte: Crossed Flag Pins

Bandiera dell’Iran e della Cina. Fonte: Crossed Flag Pins

di Redazione

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