Referendum Turchia: vince il “Sì” con il 51,3% dei voti

Pubblicato il 17 aprile 2017 alle 6:41 in Medio Oriente Turchia

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Il primo ministro turco Bunali Yildirim ha dichiarato la vittoria del “Sì” al referendum costituzionale che investirà il presidente turco di maggiori poteri.

Al Jazeera English ha riportato che i risultati sono stati resi noti ieri, intorno alle 18:00 locali turche. I “Sì” hanno ottenuto il 51,3% dei voti, mentre i “No” hanno raggiunto il 48,7%, segnando una vittoria sul filo del rasoio. “Sono grato a tutti coloro che si sono impegnati a votare in nome della democrazia”, ha affermato Yildirim. I cambiamenti proposti trasformeranno il governo turco da un sistema parlamentare ad una presidenza esecutiva, che vedrà accrescere i poteri del presidente notevolmente.

Il “Sì” era sostenuto dal partito di governo Justice and Developmnet (AK Party), fondato da Erdogan, e dalla leadership del Nationalist Action Party (KHP), il cui supporto parlamentare è stato vitale per la vittoria. L’opposizione, invece, era formata dal Republican People’s Party (CHP), dal partito filo-curdo People’s Democratic Party (HDP), e da altri attori i quali ritengono che troppi poteri in mano ad un solo individuo vadano a discapito dell’attuale equilibrio di governo.

I cambiamenti costituzionali entreranno in vigore solo dopo le elezioni parlamentari e presidenziali previste per il 2019, perciò, per godere di maggiori poteri, tra cui il diritto di assegnare i ministeri, il vicepresidente, gli alti ufficiali e di sciogliere il Parlamento, Erdogan dovrà essere rieletto.

L’opposizione ha criticato la vittoria, dal momento che molte schede senza il timbro ufficiale delle elezioni sono state accettate comunque. Il presidente del CHP, Bulent Tezcan, ha riferito ai giornalisti che tale decisione presenterà problemi seri di legittimazione. Noostante ciò, Erdogan, insieme ai propri seguaci, ha affermato che i nuovi cambiamenti porteranno stabilità e prosperità in tutto il paese. Al contrario, l’opposizione teme che si possa formare un governo autocratico, che permetterà al presidente, se rieletto, di governare fino al 2029.

Il Presidente della Turchia, Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

Il Presidente della Turchia, Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

di Redazione

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