Repressione degli omosessuali in Cecenia: interviene Mosca

Pubblicato il 16 aprile 2017 alle 6:51 in Cecenia Russia

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Il Cremlino ha promesso di verificare le informazioni riguardanti il rapimento e le violenze subite da oltre cento omosessuali in Cecenia, dopo le accuse lanciate dal quotidiano Novaja Gazeta che hanno provocato indignazione e proteste in Russia e nei paesi occidentali.

Il Ministero dell’Interno e le forze dell’ordine stanno investigando la veridicità delle notizie riguardanti la persecuzione di persone omosessuali in Cecenia – con queste parole, riportate dall’agenzia di stampa RIAnovosti, Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, ha reso noto l’intervento diretto di Mosca nella questione. Peskov ha aggiunto che per il momento le indagini sono di competenza del Ministero dell’Interno della Federazione, ma non ha escluso un intervento diretto del Cremlino nel prossimo futuro.

Groznyj, capitale della Cecenia. Fonte: Kudoybook.

Groznyj, capitale della Cecenia. Fonte: Kudoybook.

Lo scorso 1 aprile il quotidiano indipendente Novaja Gazeta aveva riferito la notizia che oltre cento uomini, sospettati di essere omosessuali, erano stati rapiti nelle settimane precedenti, nel quadro di un’operazione di polizia coordinata. Secondo quanto riferito da numerosi testimoni intervistati dalle giornaliste Elena Milašina e Irina Gordienko, le persone fermate sono state torturate o comunque maltrattate e costrette a svelare l’identità di altri omosessuali. Il quotidiano riporta inoltre informazioni concernenti l’omicidio di almeno tre delle persone arrestate, ma afferma che i morti potrebbero essere molti di più.

L’operazione si sarebbe svolta nel quadro di una campagna politico-mediatica per la “purezza sessuale” della Cecenia.

Il portavoce del presidente ceceno Kadyrov, Alvi Karimov, ha definito “false e ridicole” le accuse rivolte all’esecutivo locale da parte del giornale, ma molte ONG che si occupano della difesa dei diritti delle persone LGBT in Russia hanno confermato le accuse. Molti paesi occidentali – tra cui la Francia – hanno chiesto al Cremlino di intervenire per porre termine a rapimenti e omicidi.

Peskov si è mostrato scettico riguardo alle dichiarazioni del presidente ceceno Kadyrov, che aveva affermato: “in Cecenia non ci sono persone dell’orientamento sessuale non tradizionale”. Non sono un esperto in materia – ha dichiarato il portavoce di Putin – ma sono dichiarazioni tutte da verificare.

Nonostante i diritti delle persone LGBT in Russia siano oggetto di una legislazione repressiva, l’intervento diretto delle autorità federali in un ambito (costumi, religione e applicazione dei diritti civili) generalmente riservato alle singole repubbliche, è segnale del malcontento di Mosca nei confronti dell’azione del governo ceceno.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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