Turchia: arrestati centinaia di militanti del PKK e 20 jihadisti dell’ISIS

Pubblicato il 15 aprile 2017 alle 10:31 in Medio Oriente Turchia

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Hurriyet Daily ha riportato che la polizia turca ha trattenuto 412 persone nel corso di operazioni contro il Kurdistan Workers’ Party (PKK), considerato un’organizzazione terroristica da Ankara.

I raid sono stati effettuati il 12 aprile in 21 provincie turche e hanno portato anche al sequestro di documenti dell’organizzazione, insieme ad armi e munizioni. Intanto, è stato imposto il coprifuoco in 14 villaggi nei distretti di Lice, Kocakoy e Hazro, a sud-est della provincia di Diyarbakir, dove l’11 aprile, un’esplosione nei pressi di un edificio della polizia locale si è rivelata un’azione terroristica, rivendicata dal PKK. Il governatore di Diyarbakir ha reso noto che le operazioni miravano a scovare i militanti dell’organizzazione nascosti nelle zone forestali. In seguito ai raid, un ordigno esplosivo del PKK è stato rinvenuto sulla strada che collega la provincia di Hakkari alla provincia di Van, ad est della Turchia, ed è stato detonato dalle forze di sicurezza. Ad avviso del governatore di Hakkari, l’esplosivo è stato trovato il 12 aprile.

Ieri, il ministro degli interni turco, Suleyman Soylu, ha riferito che il PKK è in possesso di 11 missili, nascosti nel nord dell’Iraq grazie ai legami con il Syrian Kurdish Democratric Union Party (PYD), alleato della coalizione internazionale a guida USA che bombarda l’ISIS in Iraq. “Dal momento che il PKK e il PYD sono la stessa cosa, le due organizzazioni stanno sfruttando la guerra in Iraq come un laboratorio per produrre nuove armi”, ha spiegato il ministro. La Turchia considera il PYD, il quale collabora sia con gli USA, sia con la Russia nella lotta contro lo Stato Islamico, un’entità terroristica come il PKK. Per questo motivo, Ankara ha ripetutamente chiesto a Washington e Mosca di smettere di supportare l’organizzazione.

Intanto, gli agenti turchi hanno arrestato 20 militanti dell’ISIS nel corso di due operazioni separate presso Konya e Adana, lo scorso martedì. In seguito all’attentato della notte del 31 dicembre 2016 presso il nightclub Reina, ad Instanbul, compiuto da Abdulkadir Masharipov, cittadino uzbeco, l’area di Konya è stata ripetutamente soggetta a raid anti-terroristici. La Turchia ha collaborato con la Russia, con la quale si è scambiata diverse informazioni riguardo ad Akbarjon Jalilova, attentatore della metro di San Pietroburgo, dove sono morte 14 persone il 4 aprile.

I raid si stanno svolgendo in vista del referendum costituzionale di domani, il quale deciderà se il presidente turco verrà investito di maggiori poteri.

Bandiera turca. Fonte: Balkanist

Bandiera turca. Fonte: Balkanist

di Redazione

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