Corea del Sud auspica consultazione con gli Usa prima di attacchi a Pyongyang

Pubblicato il 13 aprile 2017 alle 12:11 in Asia Corea del Sud

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La Corea del Sud è fiduciosa che gli Stati Uniti la consulteranno, prima di effettuare qualsiasi attacco preventivo contro Pyongyang. Intanto, la Cina chiede alla Corea del Nord di interrompere il suo programma nucleare in cambio di maggiore protezione da Pechino.

La tensione nella penisola coreana cresce. L’unità della marina degli Stati Uniti guidata dalla portaerei Carl Vinson sta raggiungendo le acque limitrofe al paese, in un tentativo di dimostrazione di forza da parte del presidente Trump e nella speranza di evitare nuovi test nucleari. Il regime di Kim Jong-un si prepara a festeggiare l’anniversario della nascita del fondatore del paese, nonno dell’attuale leader, sabato 15 aprile, e la comunità internazionale teme esso possa diventare il giusto teatro per un nuovo test nucleare o missilistico.

La Cina, unico alleato della Corea del Nord e suo benefattore, continua a chiedere una risoluzione pacifica delle tensioni tra Stati Uniti e Pyongyang. Il Global Times, tabloid internazionale del Quotidiano del Popolo, ha chiesto alla Corea del Nord di abbandonare il programma nucleare per “la sua sicurezza nazionale”. “Non appena la Corea del Nord si allineerà con i consigli che arrivano da Pechino e sospenderà le sue attività di sviluppo nucleare, la Cina si attiverà per garantire la sicurezza di una Corea denuclearizzata”, continua il giornale pubblicato dal Partito Comunista Cinese.

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha sottolineato le preoccupazioni per possibili minacce da pare di Pyongyang nel suo discorso al parlamento nazionale. Abe teme che la Corea del Nord abbia le capacità per lanciare missili dotati di gas nervino.

Dagli Stati Uniti, il president Trump ha informato Pyongyang che non tollererà altre azioni provocatorie, intanto i suoi ufficiali hanno dichiarato di essere a lavoro per creare una strategia che preveda maggiori e più rigide sanzioni sulla Corea del Nord. Trump ha sottolineato che il tempo dell’attesa paziente nei confronti di Pyongyang è terminato e che tutte le opzioni sono sul tuo tavolo. La possibilità di un’azione militare in Corea del Nord sembra aver acquisito maggiore credibilità in seguito alla decisione di bombardare le basi aeree di Bashar Al-Assad in Siria, presa dal presidente degli Usa la scorsa settimana.

Il ministro degli esteri della Corea del Sud, Yun Byung, ha dichiarato di essere convinto che Washington consulterà Seoul qualora considerasse un attacco preventivo. “In base all’alleanza tra Usa e Corea del Sud, qualsiasi misura si voglia intraprendere contro Pyongyang deve essere discussa in una consultazione con il governo sudcoreano”, ha dichiarato il ministro Yun Byung durante un’udienza parlamentare.

Gli esperti e gli analisti degli Stati Uniti continuano ad avere gli occhi puntati sulle immagini satellitari che ritraggono intensa attività nella zona di Punggye-ri, in Corea del Nord, dove il paese è solito condurre test nucleari. La zona, sulla costa orientale del paese, appare pronta per condurre un nuovo test.

La Corea del Nord si prepara a festeggiare il 105esimo anniversario della nascita del fondatore del regime, Kim Il-sung, nonno di Kim Jong-un, sabato 15 aprile. Nel 2012, in occasione del “Giorno del Sole”, Pyongyang ha tentato il lancio –rivelatosi fallimentare – di un razzo a lungo raggio con un satellite per marcare la data, mentre nel 2016 ha testato un missile a medio raggio il cui sviluppo era appena stato completato. Queste sono le ragioni per cui gli analisti internazionali temono che sabato 15 aprile rappresenti una data altamente a rischio per l’eventualità di nuovi test nucleari o missilistici. Kim Jong-un ha avvertito, martedì 11 aprile, che a qualsiasi segnale di aggressione da parte degli Stati Uniti – riferendosi all’avvicinamento della portaerei – avrebbe risposto con un attacco nucleare.

Pyongyang ritiene di essere in guerra con gli Usa e con la Corea del Nord, in quanto la guerra coreana del 1950-53 si è conclusa con una tregua e non con un trattato di pace.

Bandiere del Giappone, della Cina e della Corea del Sud

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di Redazione

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