Brasile: 8 ministri del governo Temer e 4 ex presidenti indagati

Pubblicato il 13 aprile 2017 alle 10:08 in America Latina Brasile

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La crisi politica in Brasile ha visto un’ulteriore svolta martedì 11 aprile, con la messa in stato d’accusa dei tre ex presidenti, Dilma Rousseff, Lula da Silva e Fernando Henrique Cardoso, assieme a 8 ministri dell’attuale governo, ai presidenti delle camere e a 71 tra deputati e senatori.

Il giudice Edson Fachin, del Tribunale Supremo del Brasile, ha messo sotto inchiesta l’intera cupola politica del paese nel quadro dell’operazione Lava Jato, la mani pulite brasiliana. Il magistrato ha proceduto alla messa in stato d’accusa a seguito di quella che a Brasilia chiamano “la confessione della fine del mondo”, cioè la confessione di 78 dirigenti ed ex dirigenti del colosso dell’edilizia Odebrecht riguardo al sistema tangentizio creato per ottenere contratti e appalti in Brasile, in tutto il Sud America e anche in Mozambico.

Il presidente del Brasile Michel Temer. Fonte: Wikimedia Commons

Il presidente del Brasile Michel Temer. Fonte: Wikimedia Commons

Sono stati coinvolti nell’inchiesta quattro ex presidenti: Dilma Rousseff, Lula da Silva, Fernando Henrique Cardoso e Fernando Collor de Mello e cioè tutti coloro che hanno governato il paese dal 1992 al 2016, eccezion fatta per il defunto Itamar Franco.

Sono indagati inoltre nove membri del governo, tra cui otto ministri: Moreira Franco, segretario generale della presidenza, Eliseu Padilha, ministro della casa civile, Gilberto Kassab, ministro della scienza e della tecnologia, Blairo Maggi, ministro dell’agricoltura, Helder Barbalho, ministro dell’integrazione, Bruno Araujo, ministro delle città, Aloysio Nunes, ministro degli esteri, Marcos Pereira, ministro dell’industria e del commercio estero e Roberto Freire, ministro della cultura.

Anche i presidenti delle camere, Rodrigo Maia e Eunício Oliveira e 71 tra deputati e senatori sono stati iscritti nel registro degli indagati, tra questi Aecio Neves, leader del Partito Socialdemocratico, e Romero Jucá, leader del Partito del Movimento Democratico Brasiliano, le due principali forze della maggioranza che sostiene il presidente Michel Temer.

Nove mesi dopo essere subentrato a Dilma Rousseff, deposta dal parlamento perché legata alla trama di corruzione, Michel Temer deve affrontare una crisi che rischia di impedire al governo la normale gestione della cosa pubblica. Lo stesso Temer non risulta tra gli indagati perché la costituzione impedisce di mettere il Presidente in stato d’accusa per episodi precedenti l’assunzione dell’incarico.

 

di Redazione

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