Tensioni tra India e Pakistan, spia condannata a morte

Pubblicato il 11 aprile 2017 alle 7:01 in Asia Pakistan

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Ogni tentativo di esecuzione ai danni di un cittadino dell’India da parte della corte marziale per lo spionaggio del Pakistan verrà considerato “omicidio premeditato”, ha dichiarato New Delhi. L’avvertimento riguarda l’arresto per spionaggio e la condanna a morte di un cittadino indiano, Kulbushan Sudhir Jadhav.

Kulbushan Sudhir Jadhav, secondo quanto riportato dall’esercito del Pakistan, avrebbe confessato di essere una spia dell’intelligence dell’India durante il processo – a porte chiuse – davanti alla corte marziale del Pakistan. L’uomo era stato arrestato il 3 marzo durante un’operazione anti-spionaggio nella zona di Mashkel, nel Balochistan, con l’accusa di essere coinvolto in attività di sabotaggio e destabilizzazione del Pakistan.

“Se questa sentenza, emessa contro un cittadino dell’India senza seguire le norme di legge e giustizia di base, viene anche attuata, il governo e le il popolo dell’India lo considereranno come un caso di omicidio premeditato”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri di New Delhi.

La dichiarazione della corte marziale riporta che l’uomo avrebbe ammesso di essere stato inviato dall’agenzia di servizi segreti Research and Analysis Wing (RAW) dell’India per “coordinare piani, organizzare attività di spionaggio e sabotaggio mirate a destabilizzare e a innescare guerriglia contro il Pakistan”. Nello specifico, tali attività avrebbero avuto come fine quello di impedire l’attuazione della legge nel Balochistan e in particolar modo nella città portuale di Karachi.

L’India definisce “prive di fondamento” le accuse di spionaggio ai danni di Kulbushan Sudhir Jadhav, anche se è stato mostrato un video in cui l’uomo confessa di aver lavorato come spia in Pakistan per anni, ma non è chiaro se le dichiarazioni fossero o meno forzate.

India e Pakistan si accusano a vicenda di tanto in tanto di inviare spie e diversi diplomatici sono stati espulsi dall’uno o dall’altro paese con l’accusa di spionaggio, soprattutto nei momenti di maggiore tensione tra i due paesi. Nonostante ciò, difficilmente si è arrivati alla condanna a morte per casi di spionaggio. L’ultimo caso è avvenuto nel 2013, quando un cittadino indiano accusato di spionaggio in Pakistan è stato ucciso in carcere dagli altri detenuti. Nel 1999, un altro indiano è stato impiccato in un altro penitenziario pakistano, sempre per spionaggio.

La decisione della corte marziale del 10 marzo 2017 aumenterà le tensioni tra India e Pakistan, secondo Analyst Hassan Askari, analista. “L’esercito ha dato una punizione severa, in base alla legge del Pakistan, ma sarà da vedere se il paese è in grado di sostenere le conseguenze politiche e diplomatiche che ne conseguiranno”, spiega Askari.

I rapporti bilaterali tra India e Pakistan sono in uno stato di forte tensione dopo l’attacco a una base militare dell’India nella regione contesa del Kashmir, nel settembre 2016. New Delhi ha accusato il gruppo islamista pakistano Jaish-e-Mohammed dell’attacco. Da allora, si sono ripetute schermaglie lungo il confine con vittime e feriti da ambo le parti.

La regione del Kashmir è suddivisa per la gestione tra India e Pakistan sin dalla fine del governo coloniale britannico, nel 1947, ma entrambi i paesi la rivendicano in toto come territorio sovrano. La regione del Balochistan, la provincia del Pakistan più estesa ma meno sviluppata, vive da molti anni insurrezioni separatiste considerate “terroriste” dall’esercito di Islamabad. Il Pakistan ritiene che le proteste siano incitate dall’India. La città di Karachi, in particolare, con i suoi 20 milioni di abitanti è un grande hub economico del paese, frequentemente attraversata da violenze religiose, politiche ed etniche.

Balochistan_Map

Regione del Balochistan, in Pakistan. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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