Immigrazione: Oxfam denuncia gli abusi e le torture della polizia sulla rotta balcanica

Pubblicato il 8 aprile 2017 alle 6:46 in Balcani

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il network contro la povertà Oxfam ha pubblicato un report in cui denuncia il trattamento violento ed illegale dei migranti lungo la tratta balcanica da parte delle autorità locali.

Il documento, intitolato “A Dangerous Game”, rende noto che molti richiedenti asilo, tra cui diversi bambini, sono stati costretti dentro gabbie, privati del cibo per almeno tre giorni e torturati con dispositivi elettrici dalla polizia e dalle guardie di frontiera. La Oxfam ha raccolto le testimonianze di 140 migranti, i quali hanno rivelato di essere stati picchiati, derubati e trattati in maniera inumana. Molti di loro hanno riferito di essere stati deportati illegalmente e di non aver ricuvuto alcun permesso di asilo. Le ricerche sono state condotte dallo Human Rights Center di Belgrado e dalla Young Macedonian Lawyers Association, i quali hanno riscontrato che tali incidenti sono avvenuti in Serbia, Ungheria, Croazia, Bulgaria e Macedonia.

Già l’8 marzo, le squadre di Medici Senza Frontiere (MSF) che operano in Serbia avevano reso noto che un numero sempre maggiore di individui stava subendo violenze e trattamenti degradanti da parte delle autorità ungheresi. Dal gennaio 2016 al febbraio 2017, MSF ha soccorso 106 persone ferite dagli agenti delle pattuglie di confine ungheresi, tra cui 22 minori. Secondo altre testimonianze raccolte, la violenza si è intensificata nei mesi recenti. Tra il 21 ed il 22 febbraio, circa 240 migranti sono stati respinti ai confini ungheresi con la Serbia e, il giorno seguente, le cliniche di MSF a Belgrado sono state inondate da individui picchiati a sangue in cerca di cure mediche.

Con la chiusura della rotta balcanica, avvenuta il 18 marzo 2016, la Turchia e l’UE hanno firmato un accordo per bloccare i flussi migratori diretti in Europa, con l’obiettivo di limitare il traffico di esseri umani in favore dell’immigrazione legale e per diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo durante le traversate.

Barriere anti-migranti lungo i confini ungheresi meridionali. Fonte: Wikimedia Commons

Barriere anti-migranti lungo i confini ungheresi meridionali. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.