Consiglio di Sicurezza ONU sulla pace in Mali

Pubblicato il 8 aprile 2017 alle 6:47 in Africa Mali

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Il nuovo capo delle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, Jean-Pierre Lacroix, ha esposto al Consiglio di Sicurezza ONU la critica situazione del Mali e ha esortato le parti coinvolte nel conflitto a impegnarsi per accelerare l’implementazione degli accordi di pace stipulati nel 2015.

Il nuovo capo delle operazioni di peacekeeping, Lacroix e l’ex capo, Hervé Ladsous, sono partiti per il Mali per incontrare il Presidente, Ibrahim Boubacar Keita, che sta cercando di unificare il paese dopo la ribellione, il colpo di stato e le insurrezioni che minacciano la sicurezza nel Mali.

Gli accordi, raggiunti faticosamente dopo mesi di controversie tra le fazioni pro-governative e anti-governative del gruppo tuareg, hanno subito molteplici ritardi nella loro implementazione.

Lacroix ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza che: “Nei mesi scorsi c’è stato un progresso positivo nell’implementazione degli accordi di pace”.

Gli accordi di pace promossi dall’ONU nel 2015 prevedevano la formazione di una forza congiunta che comprendeva l’esercito maliano, i combattenti del gruppo pro-governativo e alcuni combattenti tuareg con lo scopo comune di contrastare i militanti jihadisti presenti nella regione. L’autorità composita si è reinsediata a Kidal e a Gao. Inoltre è stata annunciata l’installazione delle autorità provvisorie anche a Taoudenni e a Timbuktu programmata per il 13 aprile.

Questi sviluppi mostrano il graduale ritorno delle autorità dello Stato nel nord del Mali sotto il controllo di un accordo provvisorio. La missione MINUSMA è impegnata a realizzare in maniera concreta i risultati raggiunti sul territorio.

La sicurezza del paese rimane complicata data la creazione di una nuova alleanza tra i due gruppi terroristici più attivi nel nord del Mali, tra cui al-Qaeda. Anche lo Stato Islamico si sta espandendo nella zona del Sahel.

Lacroix ha inoltre sottolineato la necessità di scoraggiare il crimine organizzato transnazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza dovrebbe considerare l’istituzione di sanzioni contro gli “spoiler della pace”, coloro che sostengono i gruppi terroristici dall’estero.

Infine, Lacroix ha assicurato che, date le circostanze politiche e di sicurezza, la missione multidimensionale integrata delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Mali (MINUSMA) ha il compito di gestire le priorità per fornire il miglior supporto prima della scadenza del mandato attuale, e ha aggiunto, che il suo dipartimento tornerà difronte al Consiglio per qualsiasi adeguamento necessario prima del 30 giugno 2017, data di scadenza della missione ONU.

La guerra in Mali è scoppiata nel marzo 2012 a seguito di un colpo di Stato guidato dal Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad. Nel gennaio 2013 l’ONU è intervenuto con la missione MINUSMA per ristabilire la sovranità del Mali sui territori del Sahara settentrionale. Nel 2015 a seguito degli accordi di pace e il cessate il fuoco la guerra finì. Tuttavia la città di Gao, dove si è insediata la prima pattuglia congiunta, è stata protagonista dell’attacco terroristico più sanguinoso nella storia del paese dove hanno perso la vita circa 77 persone nel gennaio 2017.

Consiglio di Sicurezza ONU. Fonte: www.un.org

Consiglio di Sicurezza ONU. Fonte: www.un.org

di Redazione

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