Soldati messicani sparano per errore ad una coppia americana alla frontiera

Pubblicato il 7 aprile 2017 alle 6:10 in America Latina Messico

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Recarsi dagli Stati Uniti a Reynosa, anche soltanto per fare compere, può costituire un’attività ad alto rischio nella Tamaulipas di oggi. Lo scorso mercoledì 5 aprile una coppia di nazionalità statunitense è stata colpita da alcuni colpi d’arma da fuoco per mano di soldati della Marina Messicana mentre era a bordo della propria autovettura in ritorno da una visita ad alcuni familiari.

Alfredo Alemán, di 39 anni, e sua moglie Alejandra sono rimasti feriti dopo essere stati raggiunti da diversi colpi d’arma da fuoco sparati da alcuni soldati della Marina a bordo di un elicottero. L’uomo sarebbe rimasto ferito al collo e ad una mano, mentre la donna alla nuca, a causa della rottura dei vetri dell’autovettura. Sono stati trasportati entrambi nella città di Mac Allen, in Texas, mentre le indagini sono state affidate al Procuratore Generale della Repubblica Messicana.

Negli ultimi giorni sono avvenuti diversi incidenti nella zona. Il quotidiano messicano Excélsior, citando fonti dei servizi di sicurezza del paese, ha informato che i soldati avrebbero ricevuto una soffiata secondo la quale il “Comandante Toro” si trovava nella stessa zona a bordo di una Chevrolet Tahoe di colore grigio, la stessa della coppia, motivo per il quale avrebbero aperto il fuoco in diverse occasioni contro la vettura.

Soldati della Marina Messicana. Fonte: wikipedia.org

Soldati della Marina Messicana. Fonte: wikipedia.org

Il fratello di Eduardo Alemán, in un’intervista rilasciata al quotidiano locale Milenio, ha espresso la sua indignazione per l’accaduto: “Viaggiavano tranquillamente nella loro auto, senza armi, non c’è stato alcun posto di blocco ed hanno sparato senza prima fare le opportune verifiche. Nessuno ci ha fornito spiegazioni finora”.

A Tamaulipas le dispute tra il Cartel del Golfo e Los Zetas si sono inasprite a seguito della rottura definitiva dei rapporti tra i due gruppi criminali avvenuta nel 2010. Secondo alcuni rapporti ufficiali della Procura, divulgati in quel periodo da vari media nazionali, i due gruppi avrebbero effettuato una spartizione del territorio: El Golfo mantenne le città di Reynosa, Matamoros, Ciudad Victoria ed il porto di Altamira, dove riceveva i carichi di droga provenienti dal Centro e Sud America. Los Zetas mantennero il controllo sulla zona costiera di San Fernando e Nuevo Laredo, punto in cui introducevano la droga negli Stati Uniti. Tuttavia, a seguito dell’incursione dell’Esercito e della Marina nella regione, sono ripresi gli scontri tra i clan rivali dando inizio ad una lunga serie di omicidi e sequestri.

Tamaulipas è uno degli stati più violenti del paese. Soltanto nel 2016, più di 600 persone hanno abbandonato lo stato a causa della violenza, secondo una relazione presentata la scorsa settimana dalla Commissione Messicana per la Difesa e la Promozione dei Diritti Umani (CMDPDH).

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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