Siria: Trump bombarda le postazioni di Assad, 6 morti

Pubblicato il 7 aprile 2017 alle 8:56 in Medio Oriente Siria

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Donald Trump ha lanciato più di 50 missili contro l’aeroporto militare di Bashar al-Assad in Siria.

Il presidente americano accusa il leader siriano di essere responsabile degli attacchi chimici che il 4 aprile hanno ucciso circa 80 civili, tra cui molti bambini, nella provincia di Idlib.

A sei anni dallo scoppio del conflitto siriano, si tratta del primo attacco militare diretto contro il governo di Bashar al-Assad. Due navi militari americane nel Mar Mediterraneo hanno lanciato 59 missili, giovedì 6 aprile alle 20.40, contro l’aeroporto militare Shayrat, controllato dalle truppe governative, nella provincia di Homs in Siria. Secondo le fonti di Washington, l’attacco ha distrutto la flotta aerea siriana, l’infrastruttura e l’equipaggiamento della base militare, ed ha causato la morte di 6 persone.

Trump ha dichiarato di aver ordinato il lancio dei missili nella provincia di Homs poiché sembra che l’attacco chimico sia partito proprio dalla base aerea Sharyat. Il presidente ha aggiunto di aver agito in nome degli interessi della sicurezza nazionale per prevenire e scoraggiare la diffusione delle armi chimiche. Trump, inoltre, ha spiegato che la decisione di attaccare frontalmente il governo di Bashar-al Assad è stata presa a causa del fallimento della comunità internazionale di fornire una risposta alla guerra civile siriana. Trump ha dichiarato che: “Tutti i tentativi sono falliti drammaticamente…la crisi dei rifugiati peggiora e la regione continua a destabilizzare e minacciare gli USA e i suoi alleati”.

I leader mondiali hanno reagito alla notizia.

L’agenzia di stampa Reuters ha riportato che il portavoce del presidente russo, Vladimir Putin, ha denunciato gli attacchi di venerdì, descrivendoli come “un’aggressione contro uno Stato nazionale” con un “pretesto inventato” per spostare l’attenzione internazionale dalle uccisioni civili in Iraq. Inoltre, secondo il Cremlino, l’attacco missilistico viola il diritto internazionale e ha danneggiato gravemente le relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia.

Ufficiali americani hanno informato Mosca in anticipo, prima di avviare gli attacchi missilistici, e hanno assicurato di non aver colpito le truppe e gli equipaggiamenti russi. Tuttavia, l’amministrazione USA non ha ricevuto alcuna notifica di approvazione da parte della Russia.

L’Arabia Saudita ha dichiarato di sostenere ampiamente la scelta del presidente Trump e lo ha lodato in quanto “ha preso una scelta coraggiosa” in risposta al presunto uso di armi chimiche del governo siriano contro.

L’Iran, alleato di Assad, ha condannato fermamente gli attacchi missilistici. L’agenzia di stampa ISNA ha riportato le parole del portavoce del ministro degli esteri Bahram Qasemi: “L’Iran ha condannato gli attacchi unilaterali, queste misure rafforzeranno i terroristi in Siria e complicheranno la situazione siriana”.

Il Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato il pieno supporto al “forte e chiaro messaggio” mandato dagli USA contro l’uso degli attacchi chimici che, a suo avviso, “non possono essere tollerati”.

Secondo il portavoce del Primo Ministro inglese, Theresa May, le azioni americane sono state appropriate in risposta al “barbaro attacco chimico” lanciato dal governo siriano.

Missile Tomahawk. Fonte: Flickr

Missile Tomahawk. Fonte: Flickr

di Redazione

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