Russia, arrestati sei sospettati di aver reclutato futuri terroristi

Pubblicato il 6 aprile 2017 alle 6:10 in Russia

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I servizi segreti russi hanno arrestato nella giornata di ieri sei sospettati di aver reclutato futuri terroristi a San Pietroburgo, nella cui metro un giovane di origine kirghisa ha fatto esplodere una bomba lo scorso lunedì 3 aprile, lasciando almeno 14 vittime.

Gli arrestati, arrivati a San Pietroburgo da diversi paesi dell’Asia centrale in cerca di lavoro, sono stati fermati dagli agenti con l’accusa di aver reclutato futuri combattenti del movimento terrorista dello Stato Islamico e del Fronte Al-Nusra.

Il capo del Comitato Investigativo della Russia (SKR), Alexander Bastrikin, si è riunito questa mattina con gruppi speciali del Servizio Federale di Sicurezza e del Ministero dell’Interno per stabilire nuove strategie di prevenzione, alla luce degli arresti di oggi.

La portavoce del SKR, Svetlana Petrienko, ha dichiarato che attualmente i servizi di sicurezza russi non hanno elementi sufficienti per collegare le sei persone fermate nella giornata di oggi al presunto terrorista suicida di lunedì, il giovane di 22 ani Akbarzhon Jalilov.

Il SKR ha fatto sapere, inoltre, che le registrazioni delle videocamere a circuito chiuso all’uscita dell’abitazione di Jalilov a San Pietroburgo hanno rivelato come quest’ultimo avrebbe lasciato l’edificio con uno zaino e una borsa in mano.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane, originario della regione kirghisa di Osh, avrebbe posizionato la borsa contenente un estintore, dentro il quale era stato inserito dell’esplosivo, all’entrata della stazione della metropolitana di Vastanja Ploščad’, prima di spostarsi nella stazione di Teknologičeskij Institut per immolarsi.

San Pietroburgo. Fonte: Wikimedia Commons

San Pietroburgo. Fonte: Wikimedia Commons

L’ordigno sarebbe esploso quando il treno viaggiava in direzione della stazione Sennaja Ploščad’, in pieno centro della città e attraversata da diverse linee di metro.

Al meno due impiegati della metropolitana avrebbero notato la borsa abbandonata e avvertito immediatamente la sicurezza, che ha inviato una squadra di artificieri per disinnescare l’ordigno, contenente circa un chilo di tritolo.

I genitori di Jalilov, arrivati all’aeroporto Pulkovo nella giornata di oggi per procedere al riconoscimento del corpo del figlio, hanno negato ogni possibile coinvolgimento di quest’ultimo nell’attentato di lunedì.

Lo zio di Jalilov, in un intervista rilasciata ai media locali, ha affermato che suo nipote frequentava assiduamente la moschea ma non aveva mai manifestato posizioni estremiste.

Per il momento, almeno 48 persone rimangono ricoverate in cinque diversi ospedali della città.

Il vice Primo Ministro Andrej Dvorkovich ha annunciato che il Premier Dmitrij Medvedev firmerà oggi un nuovo piano di sicurezza per i trasporti della città, ma non sono stati ancora forniti dettagli sul documento.

All’indomani dell’attentato, Medvedev ha lanciato un appello alla calma, mentre il Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie Kirill ha celebrato una messa in memoria della vittime.

Il Sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin ha affidato nel frattempo il controllo della sicurezza della metropolitana della capitale direttamente alla Guardia Nazionale.

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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