Venezuela, militanti filo-governativi sparano contro manifestanti dell’opposizione

Pubblicato il 5 aprile 2017 alle 11:45 in America Latina Venezuela

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Gruppi armati di militanti filo-governativi, i cosiddetti colectivos, hanno aperto il fuoco nella giornata di ieri 4 aprile contro i manifestanti dell’opposizione per impedire loro di avanzare sull’autostrada Francisco Fajardo, una delle principali arterie della capitale venezuelana.

I manifestanti sono scesi in piazza per chiedere la destituzione dei sette magistrati della Corte Suprema che il 30 marzo hanno esautorato il parlamento dei suoi poteri.

Il parlamento, guidato dall’opposizione, ha considerato l’accaduto come un vero e proprio colpo di Stato ispirato dal presidente Nicolas Maduro.
“Se il Governo crede di poter fermare il popolo venezuelano, si sbaglia. Difenderemo i nostri diritti ad ogni costo”, ha affermato Julio Borges, presidente del legislativo, vittima dei gas lacrimogeni e urticanti lanciati dai militanti filo-governativi per reprimere la protesta. Secondo quanto riferito dallo stesso Borges, il bilancio sarebbe di 42 feriti, uno da colpi d’arma da fuoco, e vari arrestati. Altri parlamentari, come Richard Blanco e Milagros Valero, sono rimasti riferiti.

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Molti deputati, tra cui Juan Andrés Mejía, hanno raccontato tramite video pubblicati sul proprio profilo Twitter le repressioni della giornata di ieri a Caracas.

“Ascoltate gli spari, raccogliete i bossoli, ecco cosa vuol dire vivere in una dittatura!”, ha affermato Lilian Tintori, moglie del leader dell’opposizione arrestato Lepoldo López, tramite il suo profilo nella medesima piattaforma sociale.

Dopo i quattro arresti delle ultime ore, salgono a 117 i prigionieri politici del chavismo.

Grazie all’appoggio di 17 paesi (solamente quattro si sono astenuti), il Consiglio Permanente dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) ha richiesto ieri l’immediato ripristino dell’ordine democratico in Venezuela.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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