Possibile attacco chimico nella provincia di Idlib: almeno 86 morti

Pubblicato il 4 aprile 2017 alle 18:21 in Medio Oriente Siria

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Al-Arabiya English riporta che almeno 86 persone, tra cui diversi bambini, sono morte, mentre altre 550 sono rimaste ferite in seguito ad un probabile attacco chimico, questa mattina, contro la città di Khan Sheikhoun, nella provincia di Idblib, area controllata dai ribelli.

L’opposizione siriana ha accusato il presidente Bassar al-Assad di aver utilizzato gas tossici ed ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di compiere indagini per far luce sull’accaduto.

Il 2 aprile, un altro bombardamento aereo ha distrutto un ospedale nei pressi di Idbil, nella zona di Maaret al-Numan, in SiriaAl Jazeera English ha riportato che i russi sono sospettati di aver compiuto gli attacchi. Un ufficiale della Syrian Civil Defence (SDF), un gruppo di soccorso conosciuto anche come White Helmets, ha riferito che, in un primo momento, almeno 10 persone erano state ferite, mentre l’intero edificio è stato demolito. “Intorno alle 7:30 di sera, tre giorni fa, aerei da guerra, probabilmente russi, hanno colpito l’ospedale; mentre i soccorritori stavano aiutando le persone ferite, altre bombe sono state sganciate sul luogo”, ha spiegato l’ufficiale. Un altro membro della SDF ha rivelato che, nelle settimane passate, “Idlib è stata colpita da ripetuti raid aerei”.

Già un anno fa, Amnesty International aveva pubblicato un comunicato in cui denunciava le forze del regime siriano e russe di bombardare gli ospedali come strategia di guerra contro i ribelli siriani.

La scorsa settimana, un altro ospedale è stato colpito nella provincia di Hama, dove erano presenti le squadre di Medici Senza Frontiere (MSF). In un comunicato emesso da MSF, il 31 marzo, si legge che “una bomba lanciata da un elicottero ha colpito l’ospedale di Latamneh, nel nord del governatorato di Hama e, subito dopo l’impatto, i medici ed i pazienti hanno avuto seri problemi respiratori tipici di un attacco chimico”. Lo staff di MSF ha riferito che due persone sono morte, tra cui il Dottor Darwish, il chirurgo ortopedico della struttura. “Con la perdita di Darwish sono rimasti soltanto due chirurghi ortopedici per una polazione di circa 120,000 persone”, ha spiegato Massimiliano Rebaudengo, capo della missione di MSF in Siria. Durante l’anno passato, le squadre di MSF hanno subito 71 attacchi in 32 diverse postazioni in Siria.

The Union of Medical Care and Relief Organizations (UOSSM), un’altra organizzazione di medici simile a MSF, due giorni fa, ha pubblicato un report in cui rende noto che 107 ospedali tra Aleppo, Idlib, Latakia, Hama, Deraa, Quneitra e Homs sono stati colpiti almeno una volta dai bombardamenti. Alcune strutture hanno subito 25 attacchi.

Intanto, la Syrian Arab News Agency (SANA) ha riportato che, due giorni fa, le forze della Syrian Arab Army hanno ripristinato la stabilità di Maares, a nord della provincia di Hama, liberandola dai terroristi di Jabhat al-Nusra.

Edifici distrutti, Idlib, Siria. Fonte: Flickr

Edifici distrutti, Idlib, Siria. Fonte: Flickr

di Redazione

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