Erdogan annuncia l’inizio di nuove operazioni in Siria

Pubblicato il 4 aprile 2017 alle 8:10 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia sta pianificando una nuova offensiva in Siria contro alcuni gruppi che ritiene essere organizzazioni terroristiche.

Hurriyet Daily riporta che la notizia è stata annunciata, ieri, dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Nonostante la scorsa settimana Ankara avesse annunciato il completamento della Euphrates Shield Operation, iniziata lo scorso 24 agosto per liberare le zone di confine tra la Turchia e la Siria dai jihadisti dell’ISIS e dai combattenti curdi, Erdogan ha riferito che ciò non significa la fine delle operazioni turche in Siria. Due giorni fa, il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva già annunciato che le truppe non sarebbero state ritirate finché l’area non sarebbe stata di nuovo stabile.

La prima fase, quella della Euphrates Shield Operation, si è conclusa, ma ne seguirà una nuova”, ha spiegato Erdogan durante un discorso tenuto nella regione di Trabzon, vicino al Mar Nero, a pochi giorni dal referendum costituzionale del 16 aprile. “Non ci sarà alcun arresto, le operazioni militari continueranno; stiamo preparando nuove iniziative in altre regioni per eliminare i terroristi”, ha aggiunto il presidente turco, il quale, però, non ha rivelato alcun dettaglio sulla data di inizio e sul luogo delle nuove campagne militari.

Oltre che combattere l’ISIS, la Turchia mira a eliminare i combattenti curdi del Kurdistan Workers Party (PKK), designati da Ankara un’organizzazione terroristica, insieme ai combattenti delle People’s Protection Units (YPG), una milizia curda siriana sostenuta dagli USA. I piani per compiere un’operazione congiunta con Washington per liberare Raqqa, la roccaforte principale dell’ISIS in Siria, sono andati a rilento proprio per via dell’appoggio americano alle YPG, non gradito dalla Turchia.

Ankara supporta la Free Syrian Army, una fazione che partecipa alla guerra siriana, fondata nel 2011, per rovesciare il regime di Bassar al-Assad. Se la Turchia continuerà a rifiutarsi di collaborare con le YPG, rischierà di essere messa da parte, dal momento che il conflitto in Siria sta entrando in una nuova fase, in cui sia gli USA, sia la Russia appoggiano le YPG.

Il Presidente della Turchia, Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

Il Presidente della Turchia, Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

di Redazione

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