Pakistan, 20 Vittime in un santuario

Pubblicato il 3 aprile 2017 alle 9:00 in Asia Pakistan

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Un custode e alter quattro persone sono state arrestate dopo aver ucciso 20 persone in un santuario musulmano, secondo quanto riportato dalle autorità del Pakistan.

L’attentato è avvenuto nella città di Sargodha, nella provincia di Punjab, domenica 2 aprile, secondo quanto riportato dal vice commissario generale della polizia cittadina, Liaqat Chattah. Il custode avrebbe drogato e legato le vittime prima che venissero uccise nel santuario Sufi noto come Ali Ahmad Gunnar Shrine, ha spiegato Chattah. I devoti sono stati attaccati con mazze e coltelli prima dell’arrivo della polizia allertata da due uomini e due donne che hanno lasciato la scena in tempo. Il custode, Waheed, è stato arrestato insieme ad altri quattro sospettati e la polizia ritiene che l’uomo fosse mentalmente instabile.

Santuari dedicati a diversi santi sono diffusi in tutto il Pakistan e sono considerati luoghi di meditazione e di rifugio dove i senzatetto vengono aiutati. Normalmente, i custodi dei santuari si occupano della manutenzione del luogo, tenendo la zona pulita e gestendo eventi e rituali. “Le pratiche dei santuari includono donazioni in denaro, gioielli e doni in cambio di una benedizione da parte dei custodi”, ha dichiarato Salman Sufi, un ufficiale del ministero della provincia di Punjab. Molto spesso i custodi dei santuari hanno legami con i politici locali per aumentare la loro influenza e ricevono protezione in cambio di voti, ha continuato Sufi.

“Ci sono stati casi in cui persone pressoché sconosciute sono state insignite della santità e il luogo della loro sepoltura è stato trasformato in santuario, al semplice scopo di raccogliere donazioni”, ha affermato Sufi “a quel punto vengono raccolti molti soldi che vengono poi spesi per cibo, vestiti, processioni e se il custode del posto è una persona losca, anche per droghe, donne e alcol”, ha concluso il funzionario.

75 persone, riunitesi per un rituale, sono morte in un attentato suicida simile al santuario di Lal Shahbaz Qalandar, lo scorso febbraio 2017.  Si tratta di un attentato rivendicato, poi, dallo Islamic State Khorasan, organizzazione islamista affiliata all’Isis presente in Afghanistan e Pakistan.

La morte delle 20 vittime del santuario giunge subito dopo quella di altrettante persone che hanno perso la vita venerdì 31 marzo in un’esplosione presso una moschea nel distretto di Kurram Agency, nella zona tribale del Pakistan nord-occidentale. La regione ha registrato molti attentati dai militanti, vista la sua posizione geografica molto prossima al confine con l’Afghanistan.

Bandiera del Pakistan. Fonte:  Pixabay

Bandiera del Pakistan. Fonte: Pixabay

di Redazione

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