Costa d’Avorio: ex First Lady ritenuta innocente di fronte alle accuse di crimini contro l’umanità

Pubblicato il 3 aprile 2017 alle 7:01 in Africa Costa d'Avorio

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La corte della Costa d’Avorio ha dichiarato l’innocenza dell’ex First Lady, Simone Gbagbo, riguardo all’accusa di aver commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità durante il processo sul presunto coinvolgimento nell’abuso di potere delle forze dell’ordine contro la popolazione civile negli scontri scoppiati dopo le elezioni del 2010 che hanno provocato la morte di migliaia di civili.

Il giudice Kouadio Bouatchi insieme all’Alta corte criminale del paese hanno votato all’unanimità per il rilascio della First Lady.

Il processo richiedeva la pena di porte per Simone Gbagbo, conosciuta anche come la “Iron Lady” della Costa d’Avorio, per crimini contro l’umanità commessi durante il mandato presidenziale del marito. Secondo l’accusa, Gbagbo si è imposta fin da subito come il “vero capo di Stato della Costa d’Avorio, dell’esercito, della polizia e della gendarmeria”. Tuttavia dopo essere stata ritenuta innocente, dovrà scontare 20 anni di prigione per essere stata processata nel 2015 per offese contro lo Stato.

Anche suo marito, Laurent Gbagbo è sotto processo per crimini contro l’umanità, uccisioni, rapimenti e persecuzioni dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia. La corte ha richiesto di processare anche la moglie e ha emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti, tuttavia la autorità della Costa d’Avorio hanno rifiutato di consegnarla e hanno assicurato di avviare un giusto processo al livello nazionale.

La Costa d’Avorio ha affrontato una guerra civile nel 2011 dopo che Laurent Gbagbo ha rifiutato di cedere il potere al suo successore Alessane Outtara dopo aver vinto le elezioni. Circa 3.000 persone sono state uccise durante il conflitto.

Human Rights Watch ha detto che la decisione della corte lascia “importanti questioni irrisolte” riguardo il ruolo della first lady durante i crimini brutali che sono stati commessi ai danni della popolazione civile. Il direttore associato del programma di giustizia internazionale di Human Rights Watch, Param-Preet Singh, ha dichiarato che la bassa qualità delle indagini e le scarse prove riscontrate durante il processo mettono in evidenza l’importanza di dover portare il caso di fronte la Corte Penale Internazionale.

Bandiera della Costa d'Avorio. Fonte: Pixabay

Bandiera della Costa d’Avorio. Fonte: Pixabay

di Redazione

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