Immigrazione: accordo di pace tra le tribù libiche grazie all’Italia

Pubblicato il 3 aprile 2017 alle 12:41 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo italiano ha reso noto che, il 31 marzo,  60 leaders tribali libici hanno firmato un accordo di pace, accettando di collaborare con le forze di sicurezza italiane per ridurre il flusso di migranti verso l’Europa.

Marco Minniti, ministro dell’Interno italiano, ha riferito che i capi delle tribù, la maggioranza dei quali appartenenti ai Tuareg, ai Toubou e alla tribù araba di Awlad Suleiman, hanno raggiunto un patto di 12 punti nel corso di un incontro segreto, dalla durata di 72 ore, a Roma. Ai colloqui era presente anche un rappresentante del Governo di Accordo Nazionale (GNA). “Un’unità di controllo libica sarà operativa per monitorare i confini meridionali della Libia per un raggio di circa 5,000 chilometri”, ha spiegato Minniti, aggiungendo che “mettere in sicurezza il confine sud della Libia significa mettere in sicurezza anche i confini meridionali dell’Europa”.

In base all’accordo firmato ieri, i Touareg controlleranno i confini con l’Algeria, mentre i Tobou opereranno lungo i confini con il Ciad ed il Sudan. Il sud della Libia costituisce una zona di transito per i trafficanti di esseri umani, di droghe e di armi; a tale proposito, il patto mira a ridurre i flussi migratori dalla Libia, che stanno aumentando negli ultimi mesi. Inoltre, l’accordo ha l’obiettivo di diminuire il numero delle morti nel Mediterraneo, dove centinaia di persone perdono la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee, e di creare un programma di lavoro per istruire i giovani, in modo da tenerli lontani dalle attività criminali.

Il 2 febbraio, l’Italia ha firmato un accordo sull’immigrazione con la Libia, stanziando 200 milioni di euro per avviare la collaborazione tra i due paesi. Con tale patto, Roma e Tripoli mirano a intervenire per scoraggiare l’immigrazione clandestina e per rimandare i migranti illegali nei loro Stati di provenienza entro una settimana dopo il loro arresto. Il 21 marzo, i ministri degli Interni di diversi paesi dell’Unione Europea, insieme alle controparti dei paesi nordafricani, hanno raggiunto un accordo con il GNA per rallentare i flussi dei migranti ed il traffico degli esseri umani, attraverso il sostegno economico, l’addestramento della guardia costiera e la fornitura di equipaggiamento alle autorità libiche.

Dal 2011, in seguito al rovesciamento di Muammar Geddafi, numerose unità etniche e tribali si stanno scontrando per prendere il controllo dei traffici illegali e dei giacimenti petroliferi della regione. Le tribù arabe locali supportano le autorità della Libia occidentale, ma mantengono legami anche con l’amministrazione rivale, stanziata nell’est del paese. Fayez Serraj, leader del governo di Tripoli, sta lottando per imporre la sua autorità, nonostante goda dell’appoggio e del riconoscimento della comunità internazionale.

Migranti. Fonte: Wikimedia Commons

Migranti. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.