Il Consiglio di Sicurezza ONU ha accettato di ridurre le truppe in Congo

Pubblicato il 1 aprile 2017 alle 6:34 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Dopo la richiesta sollevata dagli Stati Uniti, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha accettato di ridurre i soldati della missione peacekeeping nella Repubblica Democratica del Congo a causa dell’aumento della violenza nel paese.

Gli Stati Uniti hanno richiesto alle Nazioni Unite, giovedì 30 marzo, di tagliare le spese alla missione MONUSCO nella Repubblica Democratica del Congo, l’operazione di peacekeeping più grande e costosa tra le missioni ONU. Circa 19.000 soldati ONU stanno proteggendo la popolazione congolese dalla violenza che sta aumentando di giorno in giorno. Gli Stati Uniti hanno richiesto di ridurre il personale a 16.215 a causa dell’incremento delle violenze e degli attacchi sferrati anche nei loro confronti.

La scorsa settimana sono stati trovati i corpi di due operatori ONU, un’interprete e un investigatore, nella provincia di Kasai dove ultimamente sono scoppiate forti violenze.

I membri del Consiglio di Sicurezza voteranno, venerdì 31 marzo, per rinnovare il mandato della missione MONUSCO, operazione che vale 1.2 miliardi di dollari.

Gli Stati Uniti avevano richiesto di tagliare i soldati a 15.000, nonostante la richiesta del Segretario Generale Antonio Guterres di aumentare di due unità di polizia – 320 ufficiali. Il consiglio ha accordato con Washington di ritirare 1.050 ufficiali, secondo una risoluzione pianificata. Tuttavia Guterres ha richiesto di valutare la possibilità di una cooperazione tra le missioni, ovvero il trasferimento di truppe da altre missioni ONU alla missione MONUSCO.

L’ambasciatore americano alle Nazioni Unite, Nikki Haley, sta rivedendo tutte le operazioni di peacekeeping ONU. Haley ha dichiarato che la missione in Congo sta aiutando un “governo corrotto che prende come preda i suoi cittadini”.

La Repubblica Democratica del Congo, ricco di risorse, ha guadagnato l’indipendenza dal potere coloniale del Belgio nel 1960. Tuttavia non ha mai avuto una transizione di potere pacifica. Tutt’ora l’attuale presidente Joseph Kabila ha rifiutato di dimettersi dopo che il suo ultimo mandato è scaduto a dicembre 2016, provocando instabilità, proteste e violenze in tutto il paese. La situazione potrebbe sfociare in una guerra civile. I leader dell’opposizione hanno firmato un accordo fragile, con la coalizione di governo e gli alleati del presidente, in cui viene richiesto al presidente di ritirarsi dopo le elezioni programmate per la fine del 2017.

Soldati in missione MONUSCO in Congo. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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