Tensione diplomatica tra Cile e Bolivia

Pubblicato il 31 marzo 2017 alle 11:05 in America Latina Bolivia

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Santiago nega il visto d’ingresso al ministro della difesa boliviano Ferreira che intendeva visitare nove funzionari boliviani arrestati in Cile.

Il Ministro degli Esteri cileno Heraldo Muñoz ha assicurato alla stampa che Reymi Ferreira “non metterà piede in Cile”. Santiago ha reso noto in un comunicato ufficiale che i nove funzionari boliviani detenuti sono già assistiti dal viceministro degli esteri di La Paz Carmen Almendras e dal console boliviano ad Arica Elmar Catarina.

I termini utilizzati dal Ministro della Difesa per riferirsi al Cile, le sue allusioni ingiuriose al governo e alla persona della Presidente, così come un appello a boicottare i prodotti cileni, rendono chiaramente sconsigliabile la sua presenza nel nostro paese – spiega la nota del ministero degli esteri di Santiago.

Il ministro della difesa della Bolivia, Reymi Ferreira. Fonte: infodefensa

Il ministro della difesa della Bolivia, Reymi Ferreira. Fonte: infodefensa

Ferreira aveva dichiarato che Michelle Bachelet, Presidente del Cile, aveva commesso una “volgare infamia” nel “diffamare” i boliviani detenuti. Bachelet aveva reso noto che i nove funzionari, due dei quali militari, erano stati fermati mentre tentavano di rubare un camion. Secondo le autorità di La Paz, la polizia cilena ha “invaso la Bolivia” e arrestato i nove mentre svolgevano le loro normale attività di controllo doganale alla frontiera.

La Bolivia considera i nove, detenuti nel carcere di Iquique, vittime del “desiderio di vendetta” del Cile. La Paz ha infatti citato Santiago alla Corte Internazionale dell’Aia per ottenere uno sbocco al mare di sua sovranità, perso nella guerra del 1879.

Prova del rancore di Santiago – secondo la Bolivia – sarebbe il fatto che il Cile ha negato il visto d’ingresso anche a due giornalisti che intendevano coprire la notizia e La Paz ha parlato di violazione della libertà d’informazione. Il ministro Muñoz ha risposto che non saranno tollerate provocazioni da parte boliviana.

La crisi diplomatica è scoppiata in assenza del presidente Evo Morales, che si trova a L’Avana per essere operato di un tumore alla gola. Da Cuba il primo cittadino della Bolivia ha lamentato sul suo account di Twitter che “il Cile sembra tornato ai tempi della dittatura di Pinochet”. Dichiarazione che le autorità di Santiago hanno rifiutato di commentare.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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