Si aggravano le proteste in Guyana Francese

Pubblicato il 30 marzo 2017 alle 6:44 in America Latina America centrale e Caraibi

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Insicurezza e disoccupazione hanno scatenato le proteste di un territorio che si sente abbandonato da Parigi, e che si è ritenuto offeso per la decisione del premier Cazeneuve di inviare una commissione interministeriale e non i ministri.

La più grande manifestazione della storia della Guyana – così la prefettura di Caienna ha definito la dimostrazione di protesta che ha riunito oltre 20000 persone nel capoluogo e a Saint-Laurent-du-Maroni, seconda città della regione. Ai sindacati e ai comitati civici che guidano ormai da giorni la protesta contro il governo, si sono unite le comunità indie dell’interno, che lamentano il difficile accesso ai servizi, in particolare a quelli ospedalieri.

Lo slogan dei manifestanti è “siamo stufi”. Allo sciopero generale hanno preso parte tutte le categorie impiegatizie, dagli insegnanti ai pompieri ai medici, ma anche commercianti, farmacisti e lavoratori autonomi. Da lunedì 27 sono in sciopero – a tempo indeterminato – anche gli avvocati e nella regione non si celebrano udienze.

La protesta a Caienna. Fonte: outremerpremier

La protesta a Caienna. Fonte: outremerpremier

Le delegazioni sindacali e dei comitati civici che sono all’origine del movimento non sono state ricevute dal prefetto ed hanno rifiutato di riunirsi con la delegazione interministeriale inviata dal governo di Parigi – simbolo, affermano, della poca considerazione rivolta ai cittadini d’oltremare. Il Primo Ministro Bernard Cazeneuve ha dichiarato che i ministri dell’interno e delle regioni d’oltremare, Matthias Fekl ed Erika Bargeigts, si sarebbero recati a Caienne mercoledì 29.

La protesta ha varcato i confini della Guyana, dacché manifestazioni di solidarietà e scioperi hanno interessato la città brasiliana di Oiapoque, alla frontiera con il territorio francese, sebbene gli immigrati brasiliani siano accusati dalle autorità di Caienna di essere responsabili dell’aumento dei crimini nella regione. Il Brasile, che avrebbe dovuto lanciare in orbita un satellite dalla base di Korou, in Guyana, ha rinviato per la seconda volta l’evento a causa degli scioperi.

Nel 2009 l’allora Presidente francese Sarkozy dovette impegnarsi personalmente a risolvere una situazione simile nell’isola di Guadalupa per evitare che le proteste si estendessero alle altre regioni e territori d’oltremare. Come allora, oggi in Guyana sono confluite nella protesta rivendicazioni di diversa natura, ma, a differenza del caso della Guadalupa, la protesta è supportata anche dagli imprenditori e dai liberi professionisti.

Il problema di fondo è la grande disparità tra le economie dei territori d’oltremare e quella della Francia metropolitana e l’assenza di un plan de rattrapage per cercare di livellare le differenze sulla base di quello varato per la Corsica nel 2002. In media il PIL dei territori d’oltremare è il 62% rispetto a quello della Francia metropolitana, e la disoccupazione supera ovunque il 20% contro il 10,5% del paese nel suo insieme. La spesa sociale, infine, rappresenta il 2,2% del totale, sebbene i francesi d’oltremare siano oltre il 4% della popolazione.

Traduzione dal francese e dal portoghese a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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