Carrie Lam è la nuova governatrice di Hong Kong

Pubblicato il 28 marzo 2017 alle 7:03 in Asia Hong Kong

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Carrie Lam, candidata favorita da Pechino, è la nuova e prima governatrice donna dell’isola di Hong Kong. La Chief Executive entrante ha auspicato una transizione di potere “efficace e priva di ostacoli” con il suo predecessore, Leung Chun-ying, nel mezzo delle tensioni sempre crescenti.

Le elezioni per il governatore – il Chief Executive – dell’isola di Hong Kong si sono svolte domenica 26 marzo tra le critiche e le accuse da parte dei democratici e gli attivisti per l’autonomia di Hong Kong. Secondo gli oppositori del controllo di Pechino su Hong Kong, la Cina si sarebbe intromessa nelle elezioni per assicurare la vittoria della sua candidata favorita, Carrie Lam e impedire a Hong Kong di avere un leader più populista. La scelta del governatore non si è tenuta tramite suffragio universale – come sarebbe previsto dalla legge costituzionale dell’isola, oggetto di riforma – bensì con il voto di un comitato di 1200 persone, composto per la maggior parte da lealisti del continente. Le modifiche alla legge elettorale che hanno determinato il metodo attuale sono state apportate nel 2014 e sono state la causa scatenante delle proteste dei cittadini di Hong Kong note come “rivoluzione degli ombrelli”.

“Sono fiduciosa che la transizione di potere sarà fluida”, ha dichiarato la neo-eletta governatrice Carrie Lam, dopo aver stretto la mano al Chief Executive uscente Leung Chun-ying. Il compito principale della nuova amministrazione sarà quello di riunificare un’isola fortemente divisa e migliorare i rapporti tra il governo provinciale e l’opposizione democratica, ha affermato la leader. “Hong Kong è la nostra casa e sta attraversando un periodo di divisione e ha accumulato una grande frustrazione. La mia priorità è quella di sanare le divisioni e allentare la frustrazione e riunire la nostra società, per poter andare avanti”, ha dichiarato Carrie Lame nel suo discorso post-elettorale. Per ottenere questi obiettivi, ha affermato la nuova governatrice, verrà selezionato il team basandosi sulle capacità e sul merito e non sull’appartenenza politica. Verrà costruita una piattaforma per garantire una comunicazione regolare tra tutti i partiti.

La governatrice entrante ha negato tutte le accuse che la vogliono al potere solo grazie all’intervento di Pechino e affermato che la vittoria è frutto esclusivamente del suo impegno e lavoro politico. Alla domanda se sarà in grado di proteggere Hong Kong anche scontrandosi con Pechino, Carrie Lam ha risposto di aver già mostrato il suo coraggio e che sarà pronta a difendere gli interessi dell’isola.

Carrie Lam, prima governatrice donna dell’isola, entrerà in carica ufficialmente il 1 luglio 2017, probabilmente alla presenza del presidente Xi Jinping che visiterà Hong Kong in ricorrenza del 20esimo anniversario del “ritorno” dell’isola –ex colonia britannica –  alla giurisdizione di Pechino, avvenuto nel 1997.

I prossimi mesi saranno cruciali per la transizione di potere, tuttavia entrambi i leader uscente ed entrante non sono sostenuti dal favore popolare di Hong Kong. Leung Chun-ying, pro-Pechino, ha perso il poco consenso popolare di cui godeva ordinando alle forze dell’ordine la liberazione delle strade e sull’uso del gas sui manifestanti durante la rivoluzione degli ombrelli. Carrie Lam è accusata di esser salita al potere grazie all’ingerenza di Pechino e di essere in troppo stretto contatto con Leung, avendo svolto il ruolo di segretario capo della precedente amministrazione.

“Se Carrie Lam continua ad avere l’atteggiamento che ha caratterizzato il periodo delle elezioni, se continua a ignorare la realtà e a non ascoltare la voce del popolo, non avrà vita facile al Consiglio Legislativo”, ha commentato Alvin Yeung, il capo del Partito Civico, il principale partito democratico all’opposizione e consigliere del Consiglio Legislativo.

Dopo il ritorno alla giurisdizione cinese sotto l’egida di “un paese, due sistemi” – principio che avrebbe dovuto garantire maggiori libertà democratiche e un certo grado di autonomia all’isola – Hong Kong ha trascorso vent’anni caratterizzati dal tentativo dei suoi leader di equilibrare le richieste di Pechino e i valori liberali diffusi sull’isola. Hong Kong è uno dei principali hub economico-finanziari dell’Asia e del mondo intero e gran parte del suo successo economico è dovuto allo stato di diritto e alle libertà democratiche che ne contraddistinguono la natura. Negli ultimi anni, l’operato di governatori troppo vicini agli interessi della Cina continentale e poco attenti alla realtà dell’isola ha suscitato il malcontento nella popolazione, soprattutto nelle fasce più giovani. Ora si teme che il sostegno di Pechino a Carrie Lam durante la campagna elettorale possa trasformarsi in un debito da ripagare per la governatrice una volta che sarà entrata in carica, secondo il politologo Ma Ngok. Quella di Carrie Lam sarebbe una vittoria che incarna la “democrazia in stile cinese”, secondo Ray Yep Kin-man, professore di politica pubblica alla City Univerisity, e di una “sconfitta per la maggioranza dei cittadini di Hong Kong.

Carrie Lam, nuova governatrice di Hong Kong

Carrie Lam, nuova governatrice di Hong Kong

di Redazione

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