Vice Ministro del Giappone visita Taiwan e irrita Pechino

Pubblicato il 27 marzo 2017 alle 13:31 in Asia Giappone

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Il Giappone ha suscitato l’irritazione della Cina con la visita del Vice Ministro degli Interni, Jiro Akama, a Taiwan. Si tratta di una minaccia ai rapporti bilaterali tra Pechino e Tokyo, ha commentato la portavoce del Ministero degli Esteri della Cina.

Il Vice Ministro degli Interni e delle Comunicazioni del Giappone, Jiro Akama, venerdì 24 marzo ha lasciato il suo paese per recarsi in visita a Taiwan e partecipare a un evento di promozione turistica per il suo paese. Akama è stato l’ufficiale giapponese di grado più alto ad aver visitato Taipei dal 1972, anno di rottura dei rapporti diplomatici con Taiwan – ovvero la Repubblica di Cina – e instaurazione di quelli con la Repubblica Popolare Cinese di Pechino.

“La questione di Taiwan è una delle questioni di principio su cui si basano i rapporti diplomatici tra Cina e Giappone. La nostra posizione in merito all’isola di Taiwan è sempre stata molto chiara. La visita del Vice Ministro Akama a Taipei viola la promessa del Giappone di mantenere con l’isola rapporti esclusivamente civili e scambi a livello commerciale. Si tratta di una grave mancanza di rispetto nei confronti dei rapporti diplomatici bilaterali. La Cina esprime tutto il suo dissenso e provvederà a chiedere spiegazioni al Giappone. Dall’inizio dell’anno, il Giappone ha affermato più volte di rispettare gli accordi in essere in merito a Taiwan, ma nella pratica ci ha più volte provocati, mettendo in grave pericolo il miglioramento dei rapporti diplomatici bilaterali. Vorrei ancora una volta ricordare che la questione di Taiwan tocca direttamente gli interessi della Cina. Il Giappone deve riconoscere il peso della cosa e porre fine al suo atteggiamento di “doppio gioco” quando si parla di Taiwan. Tokyo deve evitare di continuare su questa via erronea”, ha dichiarato da Pechino la portavoce del Ministero degli Esteri, Hua Chunying, durante la sua conferenza stampa settimanale.

La portavoce parla di provocazioni da parte del Giappone giunte sin dall’inizio dell’anno, facendo riferimento alle tensioni scatenatesi tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, in merito al cambio di denominazione dell’ufficio di rappresentanza di Taipei a Tokyo. Gli uffici di rappresentanza di Taiwan svolgono, nella pratica, le funzioni di uffici diplomatici, tuttavia sono formalmente riconosciuti come uffici per la cultura e i rapporti commerciali in tutti i paesi con i quali l’isola non può avere rapporti diplomatici.

L’isola di Taiwan è considerata dalla Cina una provincia a statuto speciale, anche se essa gode di un governo de faco autonomo dal 1949, anno in cui il Partito Nazionalista (Guomindang), sconfitto durante la guerra civile da Partito Comunista di Mao Zedong, ha lasciato il continente e si è rifugiato sull’isola. I rapporti tra i due lati dello stretto di Taiwan sono sempre stati piuttosto tesi e Pechino non ha mai formalmente rinunciato all’idea di riprendere del tutto il controllo dell’isola facendo ricorso all’intervento militare. I rapporti diplomatici della Repubblica Popolare Cinese con gli altri paesi del mondo possono esistere solo se questi non ne hanno con il governo di Taiwan, in base al principio “una Sola Cina”. Tale principio dispone che esista un solo governo legittimo rappresentante del popolo cinese e che esso sia quello di Pechino.

I legami tra il Giappone e Taiwan sono forti e sull’isola è ancora molto vivo il retaggio della dominazione giapponese durata dal 1895 al 1945 che ha aiutato molto lo sviluppo di Taiwan.

Consultazione dei testi in cinese e redazione a cura di Ilaria Tipà

Bandiere di Taiwan e Giappone. Fonte: Crossed Flag Pins

Bandiere di Taiwan e Giappone. Fonte: Crossed Flag Pins

di Redazione

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