La milizia Kamwina Nsapu ha ucciso 40 ufficiali di polizia del Congo

Pubblicato il 27 marzo 2017 alle 6:16 in Africa Congo

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Il gruppo armato Kamwina Nsapu ha teso un’imboscata a un convoglio di polizia, venerdì 24 marzo, nella provincia centrale di Kasai. Fino ad ora è l’attacco più mortale contro le forze di sicurezza sin dagli inizi dello scoppio dell’insurrezione cominciata lo scorso anno.

Il portavoce della provincia di Kasai, Francois Madila Kalamba, ha dichiarato che la milizia ha attaccato il convoglio di polizia mentre stavano percorrendo la strada che porta dalla città di Tshikapa a Kanaga, la capitale della provincia di Kasai. I membri della milizia hanno sorpreso il convoglio, decapitando circa 40 poliziotti. Secondo la fonte, 6 poliziotti sono stati risparmiati perché conoscevano la lingua locale Tshiluba. I soldati della milizia, spesso armati di maceti non avendo armi da fuoco, hanno combattuto contro i poliziotti armati durante l’attacco.

L’imboscata è avvenuta a seguito di una dichiarazione da parte del governo che attestava la resa di alcuni ribelli nei dintorni della provincia di Kasai. Il Ministro dell’Interno ha dichiarato che in questa settimana circa 400 soldati si sono arresi alle forze di sicurezza.

Un ufficiale militare ha dichiarato che sette soldati dell’esercito congolese sono stati accusati di essere connessi a un video che mostra l’uccisione e la mutilazione di alcuni membri della milizia Kamwina Nsapu. Lo scorso mese l’esercito congolese ha ucciso circa 100 persone in una missione che è stata condannata dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR),

I ribelli che operano sotto il nome di Kamwina Nsapu stanno iniziando ad operare sempre più in indipendenza e senza una struttura ben organizzata. Alcuni attacchi recenti sembrano essere ti matrice etnica.

Il gruppo armato ha iniziato a combattere le forze di sicurezza del Congo nell’agosto 2016, quando i soldati dell’esercito hanno ucciso il capo della milizia, Kamwina Nsapu, da cui l’organizzazione prende il nome. Lo scoppio della ribellione, che ha coinvolto cinque province della Repubblica Democratica del Congo, ha posto un serio rischio al governo del Presidente Joseph Kabila, che si è rifiutato di lasciare il potere al termine del suo ultimo mandato nel dicembre 2016. La sua decisione ha scatenato ulteriori ribellioni in tutta la nazione centroafricana.

Secondo le stime delle Nazioni Unite e del governo congolese più di 400 persone sono state uccise dallo scoppio delle violenze e 67 poliziotti e altri soldati sono stati uccisi negli attacchi. Inoltre le Nazioni Unite hanno identificato 10 presunte fosse comuni, e ne stanno indagando altre 7, dove probabilmente sono stati gettati i corpi delle vittime.

Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC). Fonte: Wikimedia Commons

Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC). Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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