Guyana Francese: crisi e proteste

Pubblicato il 27 marzo 2017 alle 13:09 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il governo di Parigi ha inviato una missione interministeriale a Caienna nel tentativo di stabilire delle basi negoziali con i manifestanti.

Uno sciopero generale è stato convocato da oggi in Guyana Francese, al termine di una settimana di manifestazioni di malcontento sociale che hanno bloccato la regione d’oltremare e impedito, tra le altre cose, il lancio del razzo Ariane 5. Gli Stati Uniti hanno raccomandato ai propri cittadini di non viaggiare in Guyana Francese.

Stemma della Guyana Francese. Fonte: Wikipedia

Stemma della Guyana Francese. Fonte: Wikipedia

L’alto tasso di disoccupazione e l’insicurezza cronica sono le ragioni del movimento di protesta. A causa delle manifestazioni scuole e negozi sono rimasti chiusi e i collegamenti aerei dall’aeroporto di Caienna sono interrotti. Decine di barricate improvvisate sono sorte per le strade del capoluogo e di altre città del territorio in una dimostrazione di malcontento che unisce operai di Electricité de France in sciopero, medici e collettivi sociali che chiedono maggiore sicurezza.

Il governo di Parigi ha inviato a Caienna una delegazione interministeriale guidata dall’ex prefetto Jean-François Cordet. Il Primo Ministro Cazeneuve ha lanciato un appello al dialogo e ha dichiarato che la delegazione ascolterà e analizzerà tutte le difficoltà per porre le basi di una soluzione rapida nel quadro di un dialogo costruttivo e tranquillo.

Molti collettivi e sindacati, tuttavia, hanno già dichiarato che non vogliono ricevere la commissione interministeriale, considerata espressione di un governo che non potrà mantenere alcun impegno considerato l’avvicinarsi delle scadenze elettorali. Il prossimo 23 aprile, infatti, la Francia è chiamata alle urne per il primo turno delle presidenziali.

I candidati più vicini al governo, Macron e Hamon, pur riconoscendo le enormi difficoltà che affronta la Guyana, hanno condannato le manifestazioni, cui invece hanno espresso solidarietà e appoggio, seppur con diverse posizioni, i candidati delle opposizioni di sinistra, centro-destra ed estrema destra Arthaud, Mélenchon, Fillon, Dupont-Aignan e Le Pen.

Traduzione dallo spagnolo e dal francese a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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