Australia e Cina: storico incontro tra Li Keqiang e Turnbull

Pubblicato il 26 marzo 2017 alle 6:25 in Asia Australia

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Cina e Australia siglano nuovi accordi economici, liberalizzano l’esportazione di carni e sanciscono un rapporto bilaterale rafforzato, puntando a una zona di libero scambio multilaterale nel Pacifico. Canberra, però, non sceglierà tra l’alleato storico, Washington, e il nuovo amico, Pechino, ha dichiarato il premier Malcolm Turnbull durante la conferenza stampa dopo i colloqui con il PM della Cina, Li Keqiang.

È iniziata la visita del primo ministro della Cina, Li Keqiang, in Australia in occasione del 45esimo anniversario dell’instaurazione dei rapporti diplomatici con Canberra. Si tratta della prima visita di un primo ministro della Cina in Australia, dopo 11 anni. Li Keqiang ha incontrato il premier Malcolm Turnbull e alla fine del dialogo bilaterale, i due leader hanno partecipato a una conferenza stampa congiunta, venerdì 24 marzo.

La Cina e l’Australia si impegneranno congiuntamente per costruire un dialogo più aperto, approfondito e sincero al fine di ampliare ulteriormente le prospettive di sviluppo futuro per i rapporti e la cooperazione bilaterale, ha affermato Li Keqiang.

“Nel mondo attuale esistono molti fattori di instabilità, ma la Cina e l’Australia debbono impegnarsi per tutelare la libertà di scambio, la pace e la stabilità regionale. Dobbiamo valutare insieme l’idea di un accordo di libero scambio multilaterale a sostegno del commercio internazionale e degli investimenti, entrando insieme nell’epoca del libero scambio sino-australiano a 360 gradi”, ha dichiarato Li Keqiang.

Tra Cina e Australia è in vigore un accordo di libero scambio bilaterale dal 2015, noto con l’acronimo ChAfta. Il riferimento a un accordo multilaterale del premier della Cina sembra un’apertura all’auspicio dell’Australia che – dopo l’uscita degli Stati Uniti dal Partenariato Transpacifico (TPP) – Pechino ne potesse prendere il posto. Il TPP prevedeva la creazione di una zona di libero scambio tra i paesi sulle coste del Pacifico, ma escludeva la Cina. Molti analisti consideravano l’accordo un tentativo degli Usa di contenere la crescita dell’influenza cinese sull’Asia-Pacifico, ma Donald Trump, a pochi giorni dal giuramento, ha firmato l’uscita del suo paese dall’accordo, lasciando campo libero a Pechino. L’Australia è stato uno dei primi paesi membri dell’accordo a pensare subito all’inclusione di Pechino al posto di Washington per garantire la ratifica dell’accordo e l’entrata in vigore della zona di libero scambio.

I due leader durante gli incontri hanno siglato un pacchetto di accordi economici, tra cui anche quello che prevede un allentamento delle restrizioni imposte dalla Cina sulle esportazioni di carni bovine australiane. Da ora in poi tutti gli esportatori in possesso di licenza potranno esportare le carni verso la Cina. Si tratta di un’occasione importante per i produttori australiani, dato che la firma dell’accordo giunge a pochi giorni di distanza dalla decisione di Pechino di interrompere le importazioni di carni dal Brasile, a causa di uno scandalo che coinvolge carni affette da salmonella destinate all’export. Gli altri accordi raggiunti riguardano grandi progetti infrastrutturali: un porto e una linea ferroviaria, in linea con la politica Nuova Via della Seta di Pechino. Il memorandum d’intesa firmato da Li Keqiang e Turnbull per i progetti infrastrutturali ammonta a un valore di 4,6 miliardi di dollari.

“Rafforzeremo la cooperazione nei settori dell’istruzione e della cultura per promuovere insieme il multiculturalismo e l’interscambio tra civiltà e culture diverse”, ha concluso il premier della Repubblica Popolare Cinese.

“Io e il premier Li Keqiang abbiamo intrattenuto dei colloqui molto fruttuosi, riassumendo insieme i risultati ottenuti negli ultimi 45 anni di cooperazione bilaterale. Australia e Cina hanno grandi interessi in comune e i settori di cooperazione sono sempre di più. I campi in cui è necessario rafforzare il lavoro comune sono: l’innovazione, le energie rinnovabili, l’agricoltura, il settore dei servizi, la cultura, la sicurezza”, ha dichiarato Turnbull.

Uno dei fulcri del colloquio tra Li Keqiang e Turnbull è stato il tema dei rapporti diplomatici con Washington. L’Australia è un alleato storico degli Stati Uniti nel Pacifico, ma i rapporti con la Casa Bianca sono diventati sempre più tesi da quanto Donald Trump è entrato in carica. “La Cina sostiene una politica estera indipendente e pacifica e rispetta le decisioni che l’Australia prenderà in merito in base alla sua situazione interna. La Cina sostiene l’uguaglianza tra tutti i paesi del mondo, grandi e piccoli, basata sui principi del rispetto reciproco e del trattamento paritetico”, ha affermato il premier della Cina. Pechino spera che un rapporto più stretto con Canberra possa tradursi in una maggiore stabilità e pace per tutta la regione del Pacifico, oltre che per i due paesi coinvolti.

“Washington è un nostro grande alleato storico, Pechino è un nostro grande amico”, ha affermato il premier dell’Australia in merito ai rapporti triangolari con Stati Uniti e Cina. I rapporti tra Usa e Cina sono fondamentali per la stabilità, la sicurezza e la prosperità del mondo interno, ha affermato il leader australiano. “Siamo pronti a mantenere saldi i nostri rapporti con la Cina e gli Stati Uniti. Rapporti storicamente molto diversi tra loro, ma che riteniamo importanti e per i quali siamo pronti ad attivarci. Per questo crediamo di non essere di fronte a una scelta (tra gli Stati Uniti e la Cina, n.d.r.). Viviamo in un mondo multipolare, in cui ogni paese deve essere pronto a contribuire alla stabilità e allo sviluppo”, ha concluso Turnbull.

La Cina è attualmente il maggior partner commerciale dell’Australia, con un interscambio dal valore di 115 miliardi di dollari nel 2016.

Altra questione spinosa che Li Keqiang ha affrontato con Turnbull è la sempre maggiore presenza cinese nel Mar Cinese Meridionale, che desta preoccupazioni negli altri paesi del Sud- Est Asiatico. Il premier Li Keqiang ha rassicurato Turnbull dichiarando che la Cina non sta militarizzando gli isolotti – accuse in merito erano giunte da Washington e dalle Filippine negli ultimi giorni – che vengono utilizzati solo a scopi civili. Gli armamenti installati sulle isole, ha dichiarato Li Keqiang, hanno come unico scopo quello di tutelare la libertà di navigazione e sono a scopo difensivo.

Pechino rivendica gran parte delle acque e degli isolotti del Mar Cinese Meridionale come suo territorio sovrano, ma incontra l’opposizione degli altri paesi che contendono la sovranità sulle stesse zone, tra cui le Filippine, il Vietnam, l’isola di Taiwan e il Giappone. L’Australia non ha mosso rivendicazioni finora, tuttavia guarda con preoccupazione alle tensioni sulle acque limitrofe alle sue coste.

Bandiera della Cina e bandiera dell'Australia. Fonte: Australian British Chamber of Commerce

Bandiera della Cina e bandiera dell’Australia. Fonte: Australian British Chamber of Commerce

 

di Redazione

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