NATO: l’importanza dell’asse Berlino-Londra-Oslo

Pubblicato il 24 marzo 2017 alle 11:21 in NATO

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Dopo aver annunciato di volersi avvicinare alla Russia, il presidente americano, Donald Trump, ha iniziato ad insistere sulla necessità di riformare la NATO.

Ad avviso di Stefan Fröhlich, Luke Coffey e Sigurd Neubauer, autori di un articolo pubblicato su Foreign Affairs, gli Stati membri dell’alleanza dovrebbero assicurarsi che i cambiamenti interni alla NATO vengano applicati in modo appropriato, in linea con obiettivi politici chiari, raggiungibili e utili. Affinché ciò sia possibile, è necessario che la Germania, la Norvegia e il Regno Unito assumano un ruolo guida importante all’interno dell’alleanza, rafforzando la propria interoperabilità militare, sia in mare, sia nei cieli.

In termini di equipaggiamento, la Norvegia ed il Regno Unito hanno acquistato i Joint Strike Fighter (F-35), caccia da guerra multiruolo di quinta generazione, mentre la Germania ha sospeso la produzione dei cacciabombardieri F-4F Phantom II, nel 2013, e degli Eurofighter Jets, almeno fino al 2018. Se Berlino decidesse di procurarsi gli F-35, potrebbe rafforzare la cooperazione multilaterale con Londra e Oslo nella regione nord-atlantica, un’area attraverso cui i sottomarini e le navi da guerra russe hanno accesso diretto all’Europa continentale e al Regno Unito. Con l’eventuale acquisto dei caccia, la Germania finanzierebbe anche diversi posti di lavoro americani, compiacendo la Casa Bianca, la quale mira a rilanciare la produzione statunitense. La Norvegia, impegnata a rinnovare la propria flotta sottomarina, ha scelto l’azienda tedesca ThyssenKrupp AG, la più importante a livello europeo nel settore siderurgico, per produrre quattro nuovi sommergibili. Dall’altra parte, la Germania ha annunciato di voler collaborare con la Norvegia per acquisire i missili Naval Strike, prodotti a Kongsberg.

Una stretta cooperazione, nei mari e nei cieli, tra Germania, Norvegia e Regno Unito, conferirebbe alla NATO maggiori capacità per contrastare gli equipaggiamenti nucleari russi, e concederebbe lo spazio politico necessario agli altri paesi dell’alleanza per migliorare le rispettive capacità militari. Inoltre, se l’interoperabilità tra i tre paesi iniziasse a funzionare, dimostrerebbe che un’effettiva riforma della NATO è stata avviata.

L’impatto che la Brexit avrà sulla sicurezza europea non è ancora chiaro. Nonostante l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea implichi cambiamenti nelle relazioni Londra-UE, ad avviso degli autori, è poco probabile che la cooperazione nell’ambito difesa subisca cambiamenti importanti. Londra, per dimostrare il proprio impegno nella difesa e nella sicurezza europea, potrebbe sfruttare il Northern Group ed i Lancaster House Treaties. Il Northern Group è un gruppo formatosi nel 2010 da Danimarca, Stati baltici, Finlandia, Germania, Islanda, Olanda, Norvegia, Polonia, Svezia e Regno Unito, all’interno del quale i membri dialogano su questioni di sicurezza e difesa comuni, esplorando nuove possibilità di collaborazione. I Lanchaster House Treaties sono due trattati firmati, sempre nel 2010, da Regno Unito e Francia, per rafforzare la cooperazione in ambito nucleare. Londra si è avvicinata anche ad Olso, concludendo diversi accordi di cooperazione, tra cui il recente patto sulla sorveglianza marittima, risalente al 10 novembre 2016. Per quanto riguarda i rapporti tra il Regno Unito e la Germania, in termini di difesa, Londra, una volta completata l’uscita dall’UE, dovrebbe impegnarsi ad aumentare la cooperazione con Berlino, soprattutto alla luce di alcuni obiettivi comuni. In primo luogo, entrambi i paesi giocano un ruolo chiave nell’azione di contrasto della NATO verso la Russia, nell’area degli Stati baltici. In secondo luogo, sia il Regno Unito, sia la Germania fanno parte della coalizione internazionale, guidata dagli USA, che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq.

Una maggiore cooperazione tra Londra, Berlino e Oslo, oltre a portare benefici alla regione nord-atlantica dell’alleanza, dovrebbe rafforzare il fianco est della NATO, aumentando la sicurezza nella regione tra l’Estonia e Kaliningrad, dove, il 9 ottobre 2016, Mosca ha posizionato i missili nucleari Iskander, i quali possono coprire un raggio di 700 chilometri, raggiungendo facilmente la capitale tedesca. A tale proposito, la Germania ha assunto un ruolo di primo piano nell’ambito delle esercitazioni NATO nell’Europa dell’est, fornendo assistenza alle unità regionali permanenti in Polonia e negli Stati baltici. Dal momento che Berlino detiene il potenziale navale maggiore della regione, ha proposto di essere la nazione guida nelle operazioni multilaterali nel Mar Baltico, attraverso l’istituzione di un quartier generale marittimo a Rostock.

Un maggiore impegno nella difesa da parte dei paesi europei risponderebbe alle richieste di Trump, il quale ha affermato di volere un’alleanza più forte e unita nella lotta contro il terrorismo internazionale. Nel caso in cui il presidente americano non rimanesse soddisfatto, il legame tra la Germania, il Regno Unito e la Norvegia, da una parte, contribuirebbe ad aumentare la stabilità sia nell’area nord-atlantica, sia nel fianco est dell’Europa; dall’altra parte, assicurerebbe la creazione di uno spazio politico necessario a mettere in atto le riforme per migliorare la NATO.

In conclusione, gli autori sostengono che gli Stati europei devono essere in grado di affrontare qualsiasi minaccia, senza contare unicamente sull’appoggio degli USA. In altre parole, l’Europa dovrebbe rimanere legata all’amministrazione Trump ma, allo stesso tempo, investire nella propria sicurezza per essere più indipendente.

Bandiera della NATO. Fonte: Wikipedia

Bandiera della NATO. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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