Xi Jinping andrà negli Usa per incontro con Trump

Pubblicato il 23 marzo 2017 alle 11:58 in Asia Cina

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Il primo incontro ufficiale tra Donald Trump e il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, si terrà in Florida il 6 o il 7 aprile. Si tratta di un evento della massima importanza che porterà con sé significative conseguenze per l’economia e la sicurezza internazionale.

La visita di Tillerson in Asia ha preparato il terreno all’incontro tra i due leader. L’incontro tra Trump e Xi Jinping si terrà probabilmente nella tenuta “Mar-a-Lago” del presidente USA a Palm Beach, in Florida, con data indicativa 6 o 7 aprile 2017. Si tratterà di un incontro di lavoro, probabilmente meno formale di uno alla Casa Bianca, come accadde nel 2013 quando Xi Jinping incontrò Obama in California a Sunnylands. Le riunioni all’esterno della Casa Bianca sembrano permettere dibattiti più aperti e meno formali.

Gli ufficiali di Washington e Pechino non hanno ancora fornito conferma ufficiale del programma della visita di Xi Jinping. “Posso dire soltanto che le due parti stanno considerando tutte le possibilità per organizzare un incontro tra i due leader il prima possibile, ma è troppo presto per un annuncio ufficiale”, ha dichiarato un funzionario diplomatico del governo cinese. Pechino non confermerà l’incontro, attenderà che sia Washington a farlo per prima. La Cina è infatti preoccupata per l’imprevedibilità che il Presidente Usa ha mostrato finora e che ha messo in difficoltà i rapporti bilaterali, soprattutto nei primi giorni dopo la sua elezione. Trump ha più volte irritato la Cina, non da ultimo, accettando la telefonata di congratulazioni per la vittoria della leader indipendentista di Taiwan, Cai Yingwen, e mettendo in discussione il principio “una Sola Cina”. Si tratta del principio alla base dei rapporti diplomatici tra Cina e Usa: al mondo esiste una sola Cina e l’unico governo legittimo che la rappresenta è quello della Repubblica Popolare – ciò implica la non legittimità del governo della Repubblica di Cina, ovvero l’isola di Taiwan. Taiwan è considerata dalla Cina una provincia a statuto speciale, sebbene l’isola goda di un governo autonomo de facto dal 1949. Altre ragioni di tensione sono state le accuse di Trump alla Cina di manipolare la sua moneta a sfavore delle aziende straniere e di rubare posti di lavoro ai cittadini americani, a causa degli squilibri nella bilancia commerciale bilaterale. Nelle ultime settimane, gli attriti si sono concentrati sulla disapprovazione della Cina all’installazione del THAAD, un sistema di difesa area anti-missile statunitense, in Corea del Sud.

“Abbiamo imparato una cosa importante finora, ovvero che con Trump tutto è possibile e dobbiamo sempre essere preparati per … le circostanze più imprevedibili”, ha commentato un altro diplomatico di Pechino al South China Morning Post.

Le tensioni attuali – che ruotano soprattutto intorno alla minaccia nucleare della Corea del Nord e alla disputa per il controllo delle acque del Mar Cinese Meridionale – potrebbero far saltare un incontro così importante e potrebbero divenire uno dei temi da affrontare durante il 19esimo Congresso del Partito Comunista Cinese previsto per il 2017.

“Se c’è tanta fretta nel voler organizzare un incontro, devono esserci questioni impellenti che Trump e Xi Jinping devono discutere, altrimenti la Cina non avrebbe motivo di voler un incontro il prima possibile”, ha commentato Pang Zhongying, professore di relazioni internazionali presso la Renmin University.

Dopo le tensioni iniziali e gli attacchi di Trump alla Cina sia durante le elezioni che nelle prime settimane di governo, la situazione sembra essere migliorata leggermente. Nel mese di febbraio, Trump e Xi Jinping hanno avuto una conversazione telefonica in cui il presidente Usa ha confermato che rispetterà la politica “una Sola Cina”, tranquillizzando Pechino. I due leader hanno anche concordato la necessità di una cooperazione tra le due superpotenze che guidano e riconosciuto la comunità di interessi esistente nonostante le differenze. La visita del segretario di stato Usa, Rex Tillerson, a Pechino ha continuato lungo questa via, ribadendo però il desiderio degli Stati Uniti di vedere una Cina maggiormente attiva per risolvere la questione della minaccia del nucleare in Corea del Nord.

Le aspettative per l’incontro Trump-Xi Jinping non devono essere troppo alte, secondo Huang Jing, ricercatore presso la National University di Singapore, poiché sono molte le incertezze e le divergenze da affrontare tra Cina e Usa. “Credo che Trump potrebbe essere molto duro con la Cina. Di certo nessuna delle due parti vuole frizioni o conflitti, ma è meglio che Pechino sia preparata anche al peggior scenario possibile, ovvero l’inizio della ormai famosa guerra commerciale. Ottimisticamente, possiamo sperare che un incontro a livello così alto possa in qualche modo influenzare la politica estera degli Usa nei confronti della Cina. una politica estera che non si è ancora formata completamente”, ha concluso Huang Jing.

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Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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