L’Australia in un delicato equilibrio tra Cina e USA

Pubblicato il 22 marzo 2017 alle 11:51 in Asia Australia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Australia sta intraprendendo un sentiero molto delicato. Si tratta della via dell’equilibrio tra i suoi crescenti rapporti con la Cina e la sua alleanza tradizionale con gli Stati Uniti.

Il cambiamento nel modo in cui Canberra guarda al suo storico alleato, Washington, è dovuto alla poca chiarezza delle politiche della nuova amministrazione degli Stati Uniti nei confronti della regione del Pacifico, secondo gli analisti. Un atteggiamento poco chiaro che è iniziato, subito dopo il giuramento di Donald Trump, con la firma dell’uscita degli Stati Uniti dal TRAP l’Accordo di Partenariato Transpacifico per la creazione di un’area di libero scambio regionale che potesse contenere la crescita dell’influenza di Pechino. L’Australia era uno dei paesi firmatari, ma dopo l’uscita degli Usa è stata una delle prime nazioni a prendere in considerazione l’idea di includere la Cina al posto di Washtington.

Il premier di Pechino, Li Keqiang, partirà per la visita di stato in Australia e Nuova Zelanda, mercoledì 22 marzo. Il Primo Ministro si tratterrà per una settimana e incontrerà la sua controparte in Australia, Malcolm Turnbull.

I rapporti tra Washington e Turnbull sembrano essere tesi, dopo che Trump ha criticato un piano per i rifugiati che era stato firmato da Australia e Usa durante l’amministrazione Obama e che è stato definito un “accordo sciocco” dall’attuale presidente degli Stati Uniti in un tweet, subito dopo la conversazione telefonica avvenuta tra Turnbull e Trump.

L’atteggiamento generale del presidente Usa nei confronti di Canberra sembra essere diametralmente opposto rispetto a quello del suo predecessore. Obama considerava l’Australia un partner fondamentale per aumentare l’influenza degli Stati Uniti nella regione dell’Asia-Pacifico.

Finora, l’Australia è riuscita a mantenere un sottile equilibrio nella gestione dei rapporti con il suo grande alleato storico, gli Stati Uniti, mentre forgiava un partenariato commerciale sempre più importante con la Cina. Si tratta di un equilibrio che potrebbe spezzarsi dopo la telefonata tra Trump e Turnbull e la strategia di ritirata degli Usa dall’Asia-Pacifico, un’azione che sta di fatto lasciando più spazio alla Cina nella regione.

In preparazione alla visita di Li Keqiang, il Ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, ha incontrato la sua controparte australiana, Julie Bishop, all’inizio di marzo.

“La Cina dovrebbe tentare di portare l’Australia all’interno della sua orbita. Canberra ha compreso che gli Stati Uniti non sono più affidabili con Trump al potere. Con la ritirata di Europa e Usa dal Pacifico, la Cina dovrebbe cercare di costruire un partenariato più saldo e forte con l’Australia”, secondo Zheng Hailin, professore dell’Hong Kong Institute of Asia-Pacific Studies della Chinese University of Hong Kong.

Non ci sono segni evidenti di un possibile tentativo di Pechino di porsi tra l’Australia e gli Stati Uniti, ma è evidente che la Cina sta cercando opportunità per creare una sorta di fossato che separi gli Usa dai loro alleati asiatici, secondo Ashley Townshend, ricercatore dello United States Studies Centre della University of Sydney.

La Cina è attualmente il maggior partner commerciale dell’Australia e ha anche superato gli Stati Uniti diventando la principale fonte di nuovi investimenti diretti esteri. I nuovi investimenti di Pechino sono concentrati soprattutto in grandi progetti infrastrutturali e nelle reti elettriche. “Il governo dell’Australia si sta iniziando a preoccupare perché la linea tra gli interessi economici e quelli politico-governativi della Cina nel nostro paese è sempre meno netta”, ha commentato il prof. Townshed.

L’Australia sta entrando in un gioco diplomatico molto complesso e delicato. Ciò potrebbe voler dire persino “cavalcare due destrieri contemporaneamente”, secondo l’analisi di Tom Switzer, ricercatore dello United States Studies Centre della University of Sydney.

Bandiera della Repubblica Popolare Cinese e dell'Australia. Fonte: The Diplomat

Bandiera della Repubblica Popolare Cinese e dell’Australia. Fonte: The Diplomat

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.