Filippine e Thailandia: più cooperazione militare e agricola

Pubblicato il 22 marzo 2017 alle 7:12 in Asia Filippine Thailandia

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Thailandia e Filippine raggiungono l’accordo per il rafforzamento della cooperazione militare per arginare la criminalità transfrontaliera e in particolare il narcotraffico.

Il leader della giunta militare della Thailandia e il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, hanno convenuto sulla necessità di incrementare la cooperazione militare bilaterale, mirata, in particolare, a fermare il narcotraffico e la criminalità internazionale.

“In materia di sicurezza, la Thailandia e le Filippine sono pronte a lavorare insieme per rafforzare i legami bilaterali a livello militare. Condividiamo una preoccupazione comune nei confronti del terrorismo e di tutte le forme di criminalità transnazionale”, ha dichiarato il primo ministro della Thailandia, Prayuth Chan-ocha, alla fine dell’incontro avvenuto martedì 21 marzo, durante la visita ufficiale di Duterte a Bangkok.

Tra gli accordi siglati tra Thailandia e Filippine, uno dei più importanti è stato quello per la cooperazione agricola. Il nuovo accordo include l’interscambio di informazioni in materia di tecniche di irrigazione, allevamento, pesca, tecnologie per la gestione del suolo e conservazione delle acque. “Le Filippine e la Thailandia hanno rapporti economico-commerciali molto attivi, dal valore di 8 miliardi di dollari. Non abbiamo ancora esplorato al massimo le nostre potenzialità. Per questo diamo grande importanza alla cooperazione in materia di agricoltura, un settore che dovrebbe trainare la crescita nazionale”, ha dichiarato Duterte in un comunicato congiunto con il Primo Ministro della Thailandia. La Thailandia è uno dei maggiori fornitori di riso delle Filippine, con quasi 290 mila tonnellate di export l’anno.

Le Filippine detengono la presidenza di turno per il 2017 dell’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, e il presidente Duterte ha ribadito anche durante l’incontro bilaterale l’importanza di determinare il codice di condotta comune. Si tratta di un codice condiviso dai paesi membri atto a garantire che tutti i paesi seguano le vie legali e le procedure diplomatiche per risolvere le dispute territoriali, con un preciso riferimento a quelle che riguardano il Mar Cinese Meridionale.

Tutti i paesi che si affacciano sul Mar Cinese Meridionale rivendicano la sovranità di porzioni delle sue acque. Tra questi la Cina ha concretizzato le sue rivendicazioni territoriali installando armamenti e radar su diversi isolotti artificiali contesi. In seguito a un arbitraggio internazionale che nel 2016 ha confermato la legittimità delle rivendicazioni delle Filippine su Scarborough Shoal, un gruppo di isolotti appunto, era prevista un’azione attiva da parte di Manila contro le attività di Pechino sugli isolotti. Niente del genere è accaduto, grazie al cambiamento ai vertici delle Filippine e all’elezione di Duterte, nel luglio 2016, il quale ha intrapreso una politica di dialogo e di rafforzamento della cooperazione con Pechino. Questa politica moderata del presidente delle Filippine sembra però destinata a cambiare. Il governo di Manila ha infatti dichiarato che intende iniziare una forte protesta contro la Cina, dopo che quest’ultima ha annunciato di aver avviato i lavori per costruzione di una stazione di monitoraggio ambientale proprio su Scarborough Shoal.

La Thailandia non ha presentato rivendicazioni di sovranità sulle acque del Mar Cinese Meridionale. La ragione per cui Duterte ha sollevato la questione del codice di condotta condiviso e delle dispute territoriale è che Bangkok, in quanto membro importante, è molto influente all’interno dell’ASEAN. La Cina non è un membro dell’ASEAN – associazione che dal 1967 riunisce 11 paesi della regione del Sud-est dell’Asia – tuttavia le Filippine sperano che il codice di condotta congiunto possa far sì che l’associazione eserciti pressione su Pechino come blocco unico.

Bandiera della Thailandia e delle Filippine. Fonte: Philippine-Thai Cultural Organisation

Bandiera della Thailandia e delle Filippine. Fonte: Philippine-Thai Cultural Organisation

di Redazione

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