Corea del Nord: nuovo test missilistico fallito

Pubblicato il 22 marzo 2017 alle 13:10 in Asia Corea del Nord

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Un missile della Corea del Nord è esploso subito dopo il lancio, secondo quanto riportato dagli ufficiali di Corea del Sud e Stati Uniti che stavano monitorando l’ennesima serie di test di armi nucleari di Pyongyang.

Il nuovo lancio missilistico è stato effettuato dalla città di Wonsan, sulla costa orientale della Corea del Nord, la stessa base da cui erano partiti i precedenti test – l’ultimo dei quali il 6 marzo – tutti andati a buon fine, tranne quest’ultimo effettuato mercoledì 22 marzo.

“Il Commando per il Pacifico degli Stati Uniti ha intercettato quello che crediamo sia stato un tentativo di lancio missilistico dalla Corea del Nord, fallito”, ha dichiarato il portavoce del Commando, Dave Benham.

“Un missile sembra essere esploso pochi secondi dopo il lancio”, ha continuato Benham, aggiungendo che sono in corso le indagini per poter valutare in modo più completo la situazione. Le stesse informazioni giungono dagli ufficiali dell’esercito della Corea del Sud.

Non è ancora chiaro di che tipo di missile si trattasse, il Ministero della Difesa di Seoul sta analizzando meglio la situazione per comprenderne i dettagli.

Cresce sempre di più la frequenza con cui Pyongyang effettua i test di lancio. Ciò genera un maggiore senso di urgenza sulla risposta necessaria per fermare la Corea del Nord che appare al momento uno stato isolato, imprevedibile e dotato di armamenti nucleari. Nelle ultime settimane, Pyongyang ha prima condotto con successo il lancio di 4 missili balistici, il 6 marzo, precipitati nelle acque della zona economica esclusiva del Giappone, e il test di un nuovo motore per il lancio di razzi pochi giorni dopo.

L’ultimo test di lancio, fallito, è avvenuto proprio mentre l’inviato degli Stati Uniti per la Corea del Nord, Joseph Yun, incontrava la sua controparte sudcoreana a Seoul, per discutere insieme la risposta da mettere in atto per contrastare il programma nucleare del Nord. Il lancio giunge anche a pochi giorni dalla fine della prima visita del nuovo segretario di stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, in Asia. Uno dei temi predominanti degli incontri di Tillerson con le sue controparti e con i leader di Giappone, Corea del Sud e Cina è stato proprio la gestione della minaccia proveniente da Pyongyang.

Il Segretario di Stato è stato cristallino nell’affermare che il tempo dell’attesa paziente è finite e che tutte le opzioni, compresa quella militare, verranno prese in considerazione per fermare la Corea del Nord e le sue violazioni delle risoluzioni Onu che le impediscono di sviluppare armi nucleari e balistiche.

Una delle conseguenze dell’accresciuta minaccia rappresentata da Pyongyang è stata la decisione della Corea del Sud di installare sul suo territorio un modulo del sistema di difesa anti-missile statunitense, noto con il nome di THAAD. Il THAAD è dotato di potenti radar per l’intercettazione di missili ed è in grado di abbatterli nell’ultima fase di discesa. Il sistema, che Washington e Seoul hanno sottolineato avere solo scopi difensivi, allarma molto Pechino. Le ragioni ufficiali dell’indignazione della Cina sono che l’installazione del THAAD aumenterà ulteriormente la tensione nella penisola coreana. È però noto agli analisti che Pechino è anche preoccupata che i radar statunitensi installati in Corea del Sud potrebbero facilmente penetrare nel territorio cinese e minarne la sicurezza interna.

La portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Hua Chunying, ha commentato il nuovo tentativo di lancio missilistico di Pyongyang chiedendo a tutte le parti coinvolte di non esasperare una situazione già molto tesa e complessa e di evitare azioni che non fanno altro che “provocare le reazioni degli altri attori coinvolti”. La situazione della penisola coreana, secondo Hua Chuying, è molto complessa e tutti sembrano pronti alla guerra con “le spade sguainati e gli archi già tesi”, tuttavia Pechino continua ad auspicare una risoluzione della tensione senza l’uso della forza e basata su quella che il Ministro degli Esteri, Wang Yi, ha definito una “via a doppio binario”. Wang Yi ha paragonato la Corea del Nord, da un lato, e la Corea del Sud e gli Stati Uniti, dall’altro, a due treni che corrono a tutta velocità uno contro l’altro, auspicando che entrambi tirino il freno di sicurezza e che si trovi uno scambio per poter proseguire su un doppio binario ed evitare la collisione.

L’amministrazione Trump sta vagliando la possibilità di imporre nuove e maggiori sanzioni alla Corea del Nord, che ha visto anche il taglio delle importazioni di carbone da parte della Cina all’inizio del 2017. Pyongyang, per tutta risposta, tramite un portavoce del regime fa sapere che accelererà ulteriormente il suo programma nucleare e missilistico che comprenderebbe anche dei missili balistici intercontinentali.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Missile in fase di lancio. Fonte: Wikipedia Commons

Missile in fase di lancio. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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