La Corea del Sud reclama contro la Cina al WTO

Pubblicato il 21 marzo 2017 alle 10:23 in Asia Corea del Sud

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La Corea del Sud ha presentato un reclamo ufficiale all’Organizzazione Mondiale del Commercio in seguito alle ritorsioni nei confronti delle aziende sudcoreane da parte della Cina. Le ritorsioni sarebbero iniziate in seguito alla decisione di accelerare i tempi dell’installazione del sistema anti missile THAAD che Seoul ha acquistato dagli Stati Uniti.

Il THAAD è un sistema di difesa anti-missilistica dotato di potenti radar che permettono l’intercettazione di missili e il loro abbattimento nella fase di discesa. Washington e Seoul hanno più volte ribadito che il sistema ha unicamente fini difensivi e mira a proteggere la Corea del Sud dalle crescenti minacce che giungono da Pyongyang. Pechino è, invece, preoccupata che i radar in dotazione al THAAD possano penetrare nel suo territorio e minare la sua sicurezza nazionale, nonché quella della regione intera. La Corea del Sud accusa la Cina di aver avviato una campagna ostruzionista nei confronti delle aziende e dei prodotti sudcoreani, nonché di aver avviato una campagna anti-turismo nel territorio di Seoul.

“Abbiamo notificato all’Organizzazione Mondiale del Commercio che la Cina potrebbe aver violato alcuni accordi commerciali”, ha dichiarato il Ministro del Commercio di Seoul, Joo Hyung-hwan. Perché il WTO possa agire, la Corea del Nord dovrà dare seguito alla sua rimostranza dando dettagli precisi sulle presunte violazioni da parte cinese o aprendo una vera e propria disputa commerciale. Il primo passo da compiere è quello di chiedere delle consultazioni formali con la Cina.

La Cina è un partner commerciale importante della Corea del Sud e la disputa in merito al THAAD ha già segnato un netto declino dei flussi turistici diretti a Seoul e nei distretti commerciali della penisola coreana. Le autorità di Pechino hanno già chiuso una ventina di negozi appartenenti al gruppo Lotte di provenienza sudcoreana durante lo stallo diplomatico.

La Cina non ha ammesso esplicitamente che le restrizioni alle aziende siano in qualche modo collegate al THAAD. Pechino ha più volte chiesto a Washington e Seoul di desistere dall’installazione del sistema di difesa, in quanto ritiene che quando questo sarà operativo contribuirà solo a destabilizzare ulteriormente la regione.

Da Pechino, Hua Chunying, la portavoce del Ministero degli Esteri, non ha risposto direttamente alla domanda dei giornalisti in merito al reclamo presentato dalla Corea del Sud al WTO e si è limitata a dichiarare che la Cina “sostiene rapporti di business normali e scambi tra Cina e Corea del Sud, ma perché ciò sia possibile è necessario avere delle basi radicate nell’opinione pubblica”. Il commento sembra alludere al fatto che il boicottaggio di prodotti, musica e serie televisive made in Corea del Sud possa essere partito dall’opinione pubblica cinese e non dal governo direttamente. Hua Chunying ha poi concluso la sua risposta al quesito ribadendo al ferma opposizione di Pechino al sistema THAAD.

Bandiera del WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio, Fonte: Flickr

Bandiera del WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio, Fonte: Flickr

di Redazione

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