Tillerson in Corea del Sud: l’intervento militare è una delle opzioni

Pubblicato il 20 marzo 2017 alle 7:05 in Asia Corea del Sud

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L’intervento militare Usa contro la Corea del Nord è una delle opzioni sul tavolo, la strategia dell’attesa paziente è finita, ha dichiarato il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, durante la sua seconda tappa in Asia, a Seoul.

Il programma nucleare e i test missilistici della Corea del Nord devono essere fermati e il tempo dell’attesa e della pazienza è passato. Sono queste le dichiarazioni forti del Segretario Tillerson. Si tratta di parole che fanno presagire grandi cambiamenti nella politica degli Usa nei confronti della Corea del Nord. “Non vogliamo che le cose sfocino in un conflitto militare”, ha dichiarato Tillerson ai giornalisti a Seoul, seconda tappa del suo viaggio di stato in Asia, dopo Tokyo. “Se innalzano la minaccia del loro programma nucleare e missilistico a un livello che crediamo necessiti azione, allora l’opzione dell’intervento è sul tavolo”, ha continuato, “la politica della pazienza strategica è finita. Stiamo pensando a una vasta gamma di misure diplomatiche, di sicurezza ed economiche. Tutte le possibilità sono sul tavolo”, ha concluso il Segretario Usa alla conferenza stampa a cui ha presieduto insieme alla sua controparte della Corea del Sud, il Ministero Yun Byung-Se.

La “pazienza strategica” era il termine coniato da Barack Obama per la sua politica nei confronti della Corea del Nord caratterizzata dall’evitare un conflitto e dal mettere Pyongyang alle strette finché non avesse dimostrato un impegno tangibile per la denuclearizzazione .

La visita in Asia di Tillerson cambia evidentemente le cose ed è il primo passo degli Stati Uniti per la gestione della crisi nella penisola coreana, iniziata nel 2016 con i numerosi test di lancio di missili balistici da parte di Pyongyang. L’ultimo dei test risale al 6 marzo, quando quattro missili sono stati lanciati nelle acque vicino alle coste del Giappone. Tillerson a Tokyo aveva già ribadito che gli ultimi 20 anni passati a cercare di portare la Corea del Nord ad abbandonare il nucleare sono stati un fallimento e che c’è bisogno di un nuovo approccio. A Seoul ha iniziato a delineare quali saranno le modalità possibili per questa nuova era.

Permettere alla Corea del Nord di arrivare al suo attuale quantitativo di armi e tecnologie nucleari è stato un errore, ha affermato Tillerson. L’errore commesso ha fatto sì che Pyongyang oggi possa rappresentare una vera minaccia, nonostante le numerose sanzioni imposte dalle risoluzioni Onu che si sono susseguite negli anni.

Secondo gli Stati Uniti uno dei colpevoli per la mancata completa implementazione delle risoluzioni Onu è la Cina, il maggiore partner commerciale e protettore di Pyongyang. “Non credo che abbiamo raggiunto il livello massimo di azione che può essere messo in atto sotto l’egida delle risoluzioni Onu con la piena partecipazione di tutti i paesi”, ha dichiarato Tillerson, riferendosi, indirettamente a Pechino.

La Cina ha interrotto le importazioni di carbone dalla Corea del Nord dall’inizio del 2017, per rispondere alla pressione internazionale, soprattutto statunitense, che la accusa di non fare abbastanza per contenere Pyongyang. Pechino ha scelto di mantenere una linea favorevole al ritorno al tavolo negoziale e chiesto più volte agli Stati Uniti e a Seoul di interrompere le esercitazioni militari e di non installare il sistema di difesa missilistica americano THAAD in Corea del Sud per non destabilizzare ulteriormente la situazione. D’altro canto, la Cina ha chiesto alla Corea del Nord di interrompere il programma nucleare e di rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite. La portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying, venerdì 17 marzo ha ribadito ai giornalisti che la Cina comprende la necessità della Corea del Sud di tutelarsi e proteggersi, ma che la scelta di installare il THAAD è erronea perché non farà altro che destabilizzare ulteriormente la penisola.

Rex W. Tillerson. Fonte: Wikimedia.

Rex W. Tillerson. Fonte: Wikimedia.

di Redazione

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