Immigrazione: Oxfam International contro accordo UE-Turchia

Pubblicato il 20 marzo 2017 alle 9:25 in Europa

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L’accordo sull’immigrazione tra l’Unione Europea e la Turchia, oggi, compie un anno.

Il 17 marzo, la confederazione no-profit, Oxfam International, insieme alle agenzie umanitarie International Rescue Commitee (IRC) e Norwegian Refugee Council (NRC), ha elaborato un rapporto intitolato “The reality of the EU-Turkey accord”, in cui denuncia le violazioni dei diritti dei rifugiati. Nel documento si legge che la Grecia è stata trasformata in un laboratorio di prova per le politiche europee che limitano i diritti dei richiedenti asilo, forzandoli a rimanere in centri di accoglienza sovrappopolati nelle isole greche, come Chios, Lesvos e Samos. Molti migranti hanno passato l’inverno in tende, esposti a basse temperature e senza alcuna assistenza medica. Per di più, le agenzie umanitarie riferiscono che le procedure per le richieste di asilo non sono ancora del tutto chiare e, per questo motivo, ai rifugiati viene negata qualsiasi forma di protezione.

L’agenzia europea Frontex, il 15 marzo, ha reso noto che, nel mese di febbraio, più di 10,900 migranti illegali sono entrati nel territorio dell’Unione Europea, segnando una forte diminuzione rispetto agli individui che hanno raggiunto l’UE nello stesso periodo nel 2016, ma anche un aumento del 46% rispetto agli arrivi che si sono verificati a gennaio 2017, per via dell’aumentata attività nel Mediterraneo Centrale. L’Italia, tra gennaio e febbraio, ha totalizzato 13,440 sbarchi; la maggioranza dei migranti sono salpati dalle coste libiche e sono originari della Guinea e del Bangladesh. Mentre i rifugiati africani arrivano in Libia via terra, i migranti del Bangladesh raggiungono il paese in volo, specialmente Tripoli, grazie a permessi lavorativi, per poi pagare i trafficanti per cercare di raggiungere l’Europa. Per quanto riguarda la Grecia, Frontex ha riferito che, nelle isole del Mar Egeo, tra gennaio e febbraio 2017, sono arrivati circa 2,500 migranti, mentre, nei Balcani occidentali, 1000 individui hanno attraversato le frontiere illegalmente, la maggioranza dei quali di nazionalità afghana e pakistana.

Intanto, ieri e oggi, i ministri degli Interni di Germania, Francia, Slovenia, Svizzera, Austria e Malta, insieme a Tunisia, Algeria e Libia, si sono incontrati a Roma nel quadro del ‘Gruppo di contatto Europa-Africa settentrionale’ dell’Ocse, di cui l’Italia quest’anno è alla guida, per discutere sull’andamento dei flussi migratori verso l’Europa. Gli incontri, presieduti dal ministro degli Interni italiano, Marco Minniti, hanno l’obiettivo di fornire soluzioni per entrambe le sponde del Mediterraneo, in Europa e nei paesi del Nord Africa, attraverso un maggiore controllo delle frontiere.

Migranti su un barcone. Fonte: Wikimedia Commons

Migranti su un barcone. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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