Il re del Marocco vuole sostituire il primo ministro

Pubblicato il 18 marzo 2017 alle 7:49 in Africa Marocco

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Mohammed VI, re del Marocco, ha dichiarato di voler sostituire il Primo Ministro, Abdelilah Benkirane, leader del Partito Islamico di Giustizia e Sviluppo (PJD), con l’ex Ministro degli Esteri, Saad-Eddine El Othani.

El Othani è stato Ministro degli Esteri dal 2011 al 2013 nonché capo del gruppo parlamentare PJD.

Abdelilah Benkirane aveva vinto le elezioni nell’ottobre 2016, ma dopo 5 mesi di consultazioni non era riuscito a formare il nuovo governo. Il re ha dichiarato mercoledì 15 marzo che avrebbe designato un nuovo primo ministro all’interno del PJD.

Il re ha dichiarato che la decisione di destituire Benkirane è la conseguenza del blocco dei negoziati politici riguardo la formazione del nuovo governo. Mohammed VI ha detto che in qualità di garante della Costituzione e del buon funzionamento delle istituzioni, è preoccupato per l’attuale situazione di immobilismo del paese.

Nel 2007 il partito di Benkirane si presentò alle elezioni come forza politica moderata e divenne il principale partito di opposizione. Nel 2011 dopo le proteste della “primavera araba”, il PJD divenne il primo partito islamico a vincere le elezioni e a formare un governo. Nell’ottobre 2016 il PJD fu riconfermato come primo partito del sistema politico. Tuttavia, secondo la legge elettorale del Marocco nessun partito può vincere la maggioranza assoluta in parlamento, essendo necessario un governo di coalizione.

Nelle ultime elezioni, il PDJ aveva ottenuto 125 seggi su 395 e dopo due mesi di negoziati si era guadagnato il sostegno del Partito del Progresso e del Socialismo (PPS) e di Isiqual, un partito conservatore, ma per arrivare a una maggioranza erano necessari ulteriori 15 seggi.

La situazione di stallo è stata ulteriormente aggravata dal Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti guidato da Aziz Akhannouch, uomo d’affari, che ha ottenuto l’appoggio di alcuni partiti minori. Secondo le critiche Benkirane ha incontrato resistenza dai partiti sostenitori della corona, restii nel condividere il potere con i partiti islamici soprattutto dopo le concessioni fatte del re per calmare le proteste del 2011.

Tuttavia il palazzo reale ha smentito ogni tipo di interferenza con i partiti e ha dichiarato di mantenere la distanza da ogni partito politico.

Il Marocco è una monarchia costituzionale, ma a differenza delle monarchie europee il re detiene ampi poteri. Tuttavia, a seguito delle proteste del 2011 il re Mohammed VI ha avviato una serie di riforme costituzionali e concessioni che sono state poi confermate da un referendum. Le concessioni prevedevano un ampliamento dei poteri del primo ministro e del parlamento. Al re resta il potere di decidere, all’interno del partito vincitore delle elezioni, il capo del governo.

Mohammed VI, re del Marocco. Fonte: www.voltairenet.org

Mohammed VI, re del Marocco. Fonte: www.voltairenet.org

di Redazione

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