Cina, crescita economica del 6,5% e possibili rischi

Pubblicato il 17 marzo 2017 alle 7:04 in Asia Cina

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Il tasso di crescita dell’economia cinese per il 2017 è previsto intorno al 6.5%, si tratta di un incremento importante per un sistema economico da 11 mila miliardi di dollari, secondo l’analisi del primo ministro della Cina, Li Keqiang.

Mantenere la crescita economica intorno al 6.5% non è semplice e aver settato un tasso inferiore a quello previsto per il 2016, che era del 7%, non vuol dire che l’economia cinese stia rallentando. Questa la risposta del primo ministro Li Keqiang ai giornalisti durante la conferenza stampa annuale alla chiusura dei lianghui, le due sessioni dell’Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza Politica Consultiva, i due organi parlamentari della Repubblica Popolare Cinese.

Il governo ha presentato all’Assemblea Nazionale del Popolo – la riunione di circa 3 mila rappresentanti del popolo cinese provenienti dalle amministrazioni locali – il rapporto di lavoro e le stime per la crescita economica per l’anno in corso, risultate inferiori a quelle dell’anno passato. I giornalisti hanno domandato al premier Li Keqiang quali siano i rischi di un tasso di crescita inferiore per la Cina e per l’economia mondiale.

“Se quest’anno raggiungeremo l’obiettivo del 6.5%, l’incremento sarà superiore a quello dello scorso anno. Perché? Perché la nostra economia ha già superato gli 11 mila miliardi di dollari di valore e ha già attivato 11 milioni di posti di lavoro. Dobbiamo ora concentrarci sul miglioramento della qualità e dell’efficienza della nostra economia. Il nostro contributo all’economia mondiale non diminuirà, la Cina continuerà a essere una forza motrice della ripresa economica globale e un leader della globalizzazione”, ha dichiarato Li Keqiang.

In merito ai possibili rischi, soprattutto a livello finanziario, di un tasso di crescita inferiore, Li Keqiang ha ribadito che i fattori di incertezza nella politica economica internazionale sono aumentati e con essi i fattori di rischio. Per la Cina il rischio più grande è quello di non progredire nello sviluppo. “Se riusciamo a mantenere un tasso di crescita medio-alto stabile”, ha affermato il Premier, “diamo già il nostro contributo alla stabilità del mondo intero”. I rischi esistono però anche per Pechino, soprattutto nel settore finanziario. Per affrontarli è necessario innanzitutto individuarli per tempo, gestirli e risolverli. “Il sistema finanziario cinese, devo ribadirlo, è sicuro, non sussistono rischi sistemici, perché disponiamo di molti strumenti finanziari di riserva che non abbiamo ancora utilizzato. Il nostro deficit finanziario non supera il 3%, le riserve hanno un tasso di copertura del 176%”, ha spiegato Li Keqiang. I dati forniti dal premier sono valori che superano quelli della maggior parte degli altri paesi del mondo, dunque la Cina, secondo Li Keqiang, è perfettamente in grado di gestire i rischi e di prevenirli. “Sulla strada della crescita a velocità medio-alta allacceremo comunque la cintura di sicurezza”, ha concluso il premier.

La crescita economica della Cina ha subito un cambiamento radicale nel 1978 con l’inizio dell’attuazione del grande progetto di Riforme e Apertura voluto dall’allora presidente, Deng Xiaoping. Il progetto ha marcato il passaggio della Cina da un sistema di economia completamente pianificata e centralizzata a un’economia più vicina a quella di mercato, definita “economia di mercato socialista con caratteristiche cinesi”. Dal 1978, il paese ha visto una crescita economica e uno sviluppo sociale senza precedenti. Il tasso di crescita medio annuale del PIL è stato intorno al 10% – registrando la crescita economica più rapida della storia – e più di 800 milioni di cittadini cinesi sono usciti dallo stato di povertà. Solo negli ultimi anni si è assistito a un rallentamento relativo della crescita che ha registrato valori intorno al 8-9% per poi attestarsi sul 7%. Con una popolazione di 1,3 miliardi di persone, la Cina è attualmente la seconda economia mondiale e sta avendo un ruolo sempre più influente sullo scacchiere economico globale. Il Paese di mezzo resta, però, un paese emergente poiché il reddito medio pro capite della sua popolazione è ancora inferiore a quello dei paesi industrializzati e le sue riforme di mercato non sono ancora complete. Una crescita economica così rapida e sostenuta ha dato vita a molte sfide e disuguaglianze interne. Esiste un ampio divario di reddito tra le diverse fasce della popolazione. Si assiste a un fenomeno di sempre crescente urbanizzazione e di migrazione interna nelle zone dove c’è più lavoro. La sostenibilità ambientale è a rischio e l’inquinamento sempre più pressante. La popolazione invecchia rapidamente – anche a causa della politica di controllo delle nascite che ha imposto per generazioni un solo figlio per ogni famiglia – e la pressione demografica aumenta. Tutte queste sono le sfide e le problematiche che il Tredicesimo Piano Quinquennale (2016-2020) punta a risolvere o almeno a migliorare.

Consultazione delle fonti in cinese e redazione a cura di Ilaria Tipà

Banconote da 100 renminbi, la moneta ufficiale della Cina. Fonte: Max Pixel

Banconote da 100 renminbi, la moneta ufficiale della Cina. Fonte: Max Pixel

di Redazione

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